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Diritto societarioCassazione Penale, Sezione 2, Sentenza, 26 giugno 2026, n. 23820

Persona giuridica – società – in genere – responsabilità da reato degli enti – fondamento – colpa di organizzazione

In tema di responsabilità da reato degli enti, la colpa di organizzazione, da intendersi in senso normativo, è fondata sul rimprovero derivante dall'inottemperanza da parte dell'ente dell'obbligo di adottare le cautele, organizzative e gestionali, necessarie a prevenire la commissione dei reati previsti tra quelli idonei a fondare la responsabilità del soggetto collettivo, dovendo tali accorgimenti essere consacrati in un documento che individua i rischi e delinea le misure atte a contrastarli.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. V, Ordinanza, 22 giugno 2026, n. 21201

Società di capitali – amministratori – compenso – deducibilità – espressa delibera assembleare di determinazione del compenso

La disciplina sul funzionamento delle società – dettata anche nell'interesse pubblico al regolare svolgimento dell'attività economica, ha natura imperativa ed inderogabile – contiene una distinta previsione della delibera di approvazione del bilancio e di quella di determinazione del compenso. Una delibera assembleare risalente e recante compensi di importo inferiore non può legittimare la deducibilità di compensi successivamente erogati di entità maggiore, in mancanza di una nuova e specifica delibera modificativa; in tal caso viene meno il requisito della certezza e obiettiva determinabilità del costo richiesto dall'art. 109 TUIR per la sua deduzione.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 18 giugno 2026, n. 20552

Società di persone – scioglimento del rapporto sociale per recesso di un socio

In tema di società di persone, qualora allo scioglimento del rapporto sociale limitatamente ad un socio per recesso segua, per mancata ricostituzione della pluralità nel termine di cui all'art. 2272, n. 4, c.c., lo scioglimento della società e l'apertura della liquidazione, il diritto del socio receduto alla liquidazione della quota, ove non ancora soddisfatto nel termine di cui all'art. 2289 c.c., rimane attratto nel procedimento di liquidazione della società e trova in esso la propria sede di soddisfazione, dovendosi applicare i criteri valutativi propri dello stato di liquidazione e non quelli del "going concern".


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 20 maggio 2026, n. 15170

c.d. Patto leonino – Inquadramento

La Suprema Corte (v. Cass. Ord. n. 27283/24) ha affermato che l'elemento caratterizzante il patto leonino è lo "stravolgimento" del ruolo del socio per effetto della sua totale e costante estromissione dalla affectio societatis , che si verifica quando per effetto del patto la stessa società subisce una completa modificazione dell'assetto proprietario, sì da porsi con la causa societatis in totale contrasto (in tal modo dovendo interpretarsi la locuzione normativa laddove menziona l'esclusione del socio "da ogni" partecipazione agli utili o alle perdite); estromissione che deve essere, altresì, contemporaneamente anche costante, perché l'effetto di totale alterazione deve risultare tendenzialmente irreversibile per effetto della pattuizione vietata e non risolversi in un'alterazione transeunte dei diritti patrimoniali del socio.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 05 maggio 2026, n. 12783

Contraffazione ed usurpazione del marchio

In tema di marchi, il principio unionale della "preclusione per coesistenza" (Corte di giustizia UE, 22 settembre 2011, C-482/09, Budweiser), fondato sul venir meno del rischio di confusione in concreto a seguito di uso simultaneo, protratto e leale di segni identici o simili, è applicabile anche quando l'uso riguardi non solo singoli segni, ma il "cuore" distintivo comune di una pluralità di marchi seriali, costituenti una "famiglia di marchi"; la pacifica coesistenza, protratta per decenni, di due famiglie di marchi accomunate dal medesimo elemento centrale può dunque escludere il pericolo di confusione ai sensi dell'art. 12, comma 1, lett. d), D.Lgs. n. 30/2005, anche nel giudizio amministrativo di opposizione alla registrazione.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. III, Sentenza, 21 aprile 2026, n. 10620

S.a.s. – revocatoria ordinaria contro socio – valutazione dell’eventus damni

In tema di revocatoria ordinaria, quando il creditore agisce nei confronti del socio di una società in accomandita semplice per far dichiarare inefficace l'atto dispositivo da questi compiuto, la sufficienza della garanzia patrimoniale deve essere valutata con riguardo al solo patrimonio del debitore convenuto, senza tener conto del patrimonio sociale, il quale è autonomo anche nel caso in cui la società sia coobbligata in solido con i soci per il medesimo debito.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 21 aprile 2026, n. 10480

Società di fatto – Società irregolare apparente

La società di fatto 'non riconoscibile' o 'occulta' – distinta dalla società irregolare apparente – ricorre quando l'attività economica formalmente svolta da un imprenditore individuale sia in realtà riferibile a un centro di imputazione collettivo, nel quale uno o più soci non spendono il nome ma partecipano al rischio d'impresa, contribuendo stabilmente al fondo comune mediante attività di gestione e/o di finanziamento; ai fini dell'estensione della liquidazione giudiziale a tali soci, rilevano in modo particolare la sistematicità delle operazioni di sostegno (quali prestazione di garanzie personali, messa a disposizione gratuita di beni strumentali e ripetuti pagamenti dei debiti aziendali con risorse proprie), che superano la mera collaborazione familiare e rivelano l'esistenza di un rapporto sociale.


Diritto societarioCassazione Penale, Sez. II, Sentenza 17 aprile 2026, n. 16218

Cancellazione dell’ente dal Registro delle Imprese – estinzione illecito ex D.Lgs. 231/2001

In tema di responsabilità da reato degli enti, la cancellazione della società dal registro delle imprese - ai sensi dell'art. 2495, comma 2, c.c. - comporta l'estinzione dell'illecito di cui al D.Lgs. 8 situazione assimilabile alla morte dell'imputato, con conseguente annullamento senza rinvio della sentenza impugnata ex art. 35 del D.Lgs. n. 231/2001 e cessazione di ogni rapporto processuale nei confronti dell'ente.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Sentenza, 15 aprile 2026, n. 9602

Liquidazione giudiziale – fusione per incorporazione della società

In tema di liquidazione giudiziale, la fusione per incorporazione integra una vicenda estintivo-successoria analoga a quella considerata dall'art. 10 l. fall., sicché la società incorporata, pur estinta e cancellata dal registro delle imprese, conserva la propria identità ai fini dell'assoggettabilità alla procedura concorsuale e della valida instaurazione del contraddittorio, che può essere ritualmente instaurato mediante la notifica del ricorso e del decreto di fissazione d'udienza alla società incorporata, senza necessità di notifica anche alla società incorporante; quest'ultima ha solo la facoltà di intervenire nel procedimento e di proporre i mezzi di impugnazione quali soggetto interessato.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 14 aprile 2026, n. 9492

Società a responsabilità limitata – socio in genere

In tema di impugnazione delle decisioni dei soci di S.r.l. per conflitto di interessi ex art. 2479ter, comma 2, c.c., l'attore deve allegare e provare congiuntamente: (i) l'esistenza, al momento dell'espressione del voto, di un conflitto di interessi concreto e attuale tra il socio il cui voto è stato determinante e la società; (ii) la potenzialità dannosa della deliberazione per il patrimonio sociale. La mancanza di uno solo dei due requisiti comporta, di per sé, il rigetto della domanda, restando precluso al giudice l'accertamento dell'altro requisito, che, anche se sussistente, non potrebbe da solo giustificare l'annullamento.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 12 marzo 2026, n. 5587

S.r.l. – bilancio – principio di continuità dei bilanci

In tema di società di capitali, il principio di continuità dei bilanci in forza del quale il bilancio relativo all'esercizio successivo deve partire dai dati contabili di chiusura del precedente non comporta la automatica trasmissione dei vizi giuridici da un bilancio all'altro. Il socio che abbia impugnato il bilancio di un esercizio e intenda estendere le contestazioni ai bilanci successivi ha l'onere di dedurre, nelle relative impugnazioni, la persistenza e trasmissione dei medesimi vizi anche ai bilanci successivi; solo a fronte di tale specifica allegazione sorge, in capo agli amministratori, l'onere di dimostrare l'avvenuta sanatoria o l'insussistenza dei vizi stessi.


Diritto societarioCassazione Civile Sez. II, sentenza 26 febbraio 2026, n. 4376

Patto di famiglia: centralità dello scopo di passaggio generazionale d'impresa, partecipazione di tutti i legittimari, obbligo di liquidazione dei non assegnatari e necessità dell'atto pubblico

In tema di patto di famiglia, ai sensi dell'art. 768-bis c.c., la qualificazione di un accordo come tale richiede che se ne verifichi lo scopo concreto, diretto ad assicurare un passaggio generazionale dell'impresa stabile e anticipato, mediante il trasferimento, anche solo parziale, dell'azienda o delle partecipazioni societarie a uno o più discendenti, con la partecipazione al contratto del coniuge e di tutti coloro che, se in quel momento si aprisse la successione, sarebbero legittimari, nonché con l'obbligo per gli assegnatari di liquidare, anche in natura e salvo rinuncia, la quota spettante ai non assegnatari secondo i criteri degli artt. 536 ss. c.c.; a tal fine non è ostativo né che i discendenti fossero già soci delle società interessate, né che l'operazione riguardi solo una parte dell'azienda o delle partecipazioni, dovendo il giudice di merito soffermarsi sull'assetto complessivo perseguito dalle parti e sulla funzione di continuità dell'impresa, con conseguente necessità, ove si accerti la natura di patto successorio, della forma dell'atto pubblico a pena di nullità


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 21 gennaio 2026, n. 1358

S.r.l. responsabilità dei soci non amministratori – requisiti e limiti

In tema di società a responsabilità limitata, ai sensi dell'art. 2476, ottavo comma, c.c., i soci non amministratori possono essere ritenuti solidalmente responsabili con gli amministratori solo quando abbiano intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, essendo richiesta una consapevolezza e una volizione del comportamento dannoso, qualificabile come stato soggettivo doloso.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 13 dicembre 2025, n. 32551

Scissione di società - Intervento in causa e litisconsorzio – responsabilità solidale di tutti i soggetti coinvolti nell’operazione

In tema di scissione, delle obbligazioni gravanti sui beni oggetto delle poste patrimoniali interessate dall'operazione risponde sempre il soggetto cui, per effetto della stessa, esse siano state attribuite. Ai sensi dell'art. 2506-quater, terzo comma, cod. civ., per l'eventualità che le obbligazioni insistenti sui beni costituenti le predette poste non siano state adempiute dall'attributario, alla responsabilità di quest'ultimo si affianca in via solidale la responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nell'operazione, sia che i beni oggetto delle predette obbligazioni siano rimasti nel patrimonio della società scissa, sia che siano confluiti nei soggetti di nuova istituzione. Tuttavia, i soggetti neo-costituiti rispondono dell'obbligazione solo nei limiti del patrimonio netto assegnato per effetto della scissione, laddove integralmente responsabile rimane solo la società originariamente obbligata al momento dell'assunzione dell'obbligazione in epoca precedente alla scissione.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. V, Sentenza, 25 novembre 2025, n. 30845

Scissione societaria - Prova che il patrimonio netto della società originaria e della società risultante dalla scissione

In caso di scissione societaria, il contribuente deve fornire adeguata prova che il patrimonio netto della società originaria e della società risultante dalla scissione rappresentino la stessa entità giuridico-economica per evitare la doppia imposizione fiscale sul medesimo valore economico. La mancata prova di tale equiparazione patrimoniale comporta l'inammissibilità della richiesta di annullamento del versamento delle rate dell'imposta sostitutiva.


Diritto societarioCassazione Civile., Sez. III, Ordinanza, 15 novembre 2025, n. 30166

Legittimazione passiva dei soci in caso di estinzione della società – successione nelle obbligazioni residue

La responsabilità per i debiti della società estinta ai sensi dell'art. 2495, comma 3, c.c., si configura nei confronti dei soci indipendentemente dalla percezione di somme liquide derivanti dal bilancio finale di liquidazione.

La percezione di somme funge come limite massimo della responsabilità patrimoniale dei soci, ma non condiziona la loro legittimazione ad causam; l'interesse ad agire del creditore sociale non è escluso dalla mancata percezione di somme liquide.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Sentenza, 14 novembre 2025, n. 30133

Diritto di recesso dei soci – deliberazione e votazione

Il socio che ha concorso all’effettuazione di un’operazione complessa non può recedere anche se non vota la delibera con la quale l’operazione si conclude. La Suprema Corte afferma ciò, interpretando l’art. 2437, primo comma, c.c., per cui il diritto di recesso spetta solo ai soci che non hanno concorso alla deliberazione, ma il “concorso” non si esaurisce nel voto espresso in assemblea; esso può manifestarsi anche attraverso la partecipazione sostanziale a un’operazione più ampia e articolata: se il socio ha contribuito alla realizzazione di un progetto unitario noto fin dall’origine, il diritto di recesso gli è precluso, anche se si è astenuto o non ha partecipato alla votazione nella delibera finale.

Cassazione civile., sez. III, Ordinanza, 15 novembre 2025, n. 30166


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. V, Ordinanza, 29.10.2025, n. 28670

Mancato raggiungimento soglia di non operatività – onere della prova società

Il mancato raggiungimento della soglia di operatività prevista dall'art. 30 della legge n. 724/1994 costituisce una presunzione legale relativa di non operatività della società, comportante l'applicazione di un reddito minimo presunto. La società può invocare l'esistenza di situazioni oggettive, non imputabili, che abbiano impedito il raggiungimento dei ricavi, con onere probatorio a suo carico, dimostrando la non fittizietà di quanto dichiarato.


Diritto societarioTribunale di Brindisi, Sentenza, 23 ottobre 2025

Contratto di affitto di ramo d’azienda – Deposito cauzionale – Sequestro preventivo

Il Tribunale afferma che le somme che il proprietario affittante ha ricevuto a titolo di deposito cauzionale non possono essere trattenute né in caso di fallimento dell’affittuario né in caso di sottoposizione del suo patrimonio a sequestro nell’ambito di procedimento di prevenzione. È pertanto legittimo il decreto ingiuntivo che ordina l’immediato pagamento all’amministratore giudiziario dell’ammontare in deposito.

Nel caso di specie, come previsto dall’articolo 64 del Codice antimafia (D.lgs. n. 159/2011), in caso di sequestro successivo al fallimento, i beni della massa attiva, ivi compresi i crediti verso terzi, sono stati trasferiti alla gestione dell’amministratore giudiziario, mentre i crediti dei terzi verso il soggetto dichiarato fallito e i cui beni sono stati sottoposti a sequestro sono stati ritenuti assoggettati al procedimento di verifica di buona fede previsto dagli articoli 57 e ss. del Codice antimafia.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 14 ottobre 2025, n. 27467

Vendita di partecipazione sociale – Litisconsorzio processuale necessario

Nella notificazione nei confronti di destinatario irreperibile, ex art. 140 c.p.c., dall'avviso di ricevimento della raccomandata informativa del deposito dell'atto presso l'Ufficio Comunale, che va allegato all'atto notificato, è necessario e sufficiente che risulti il trasferimento, il decesso del destinatario o altro fatto impeditivo (non della conoscenza effettiva, ma) della conoscibilità dell'avviso stesso. La Suprema Corte di Cassazione conclude che, nell’ipotesi di cause inscindibili, l'inosservanza, anche solo parziale, dell'ordine di integrazione del contraddittorio, determina l'inammissibilità del ricorso per cassazione.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. III, Sentenza, 13 ottobre 2025, n. 27367

Esecuzione forzata - società in nome collettivo

In caso di decreto che ingiunga il pagamento di una somma di denaro ad una società in nome collettivo ed ai suoi soci illimitatamente responsabili, in via solidale, ma diretta e incondizionata, non opera il beneficio della preventiva escussione a favore dei soci intimati in base al monitorio divenuto definitivo nei loro confronti. Di conseguenza, in caso di mancata opposizione, la posizione debitoria dei soci resta indipendente da quella della società anche in caso di accoglimento dell’opposizione di quest’ultima.


Contratti di impresaCassazione Civile, Sez. II, 23/05/2024, n.14399

Le fatture e la contabilità non sono idonee a dimostrare l'entità del compenso dell'appaltatore

In tema di contratto di appalto, l'appaltatore che chieda il pagamento del proprio compenso ha l'onere di dimostrare la congruità della somma pretesa, con riferimento alla natura, all'entità e alla consistenza delle opere realizzate. Non costituiscono idonee prove dell'ammontare del credito le fatture emesse dal medesimo appaltatore, poiché si tratta di documenti fiscali provenienti dalla parte stessa, né la contabilità redatta dal direttore dei lavori o dallo stesso appaltatore, a meno che non risulti che essa sia stata portata a conoscenza del committente e che questi l'abbia accettata senza riserve.