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Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 22 giugno 2026, n. 21121

Contratti a prestazioni corrispettive – condizione risolutiva e avveramento dell'evento dedotto

Nei contratti a prestazioni corrispettive sottoposti a condizione risolutiva, l'avveramento dell'evento dedotto in condizione, comportando il venir meno ex tunc dell'efficacia del contratto (art. 1360 c.c.), preclude al giudice ogni valutazione delle inadempienze delle parti ai fini della risoluzione per inadempimento, anche se dette domande siano state proposte in via principale o subordinata rispetto a quella di accertamento dell'avveramento della condizione.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 11 giugno 2026, n. 19211

Risoluzione del contratto per inadempimento – clausola risolutiva espressa

In tema di clausola risolutiva espressa ex art. 1456 c.c., il giudice di merito viola i canoni di interpretazione contrattuale di cui agli artt. 1362 e 1363 c.c. quando subordina l'operatività della clausola a un previo richiamo, sollecito o diffida del creditore non previsto dal regolamento negoziale, introducendo un requisito extratestuale che si traduce in un'indebita integrazione sostitutiva della volontà delle parti, alterando l'assetto di interessi da esse autonomamente definito.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. II, Sentenza, 29 maggio 2026, n. 16919

Risoluzione del contratto per inadempimento – Compravendita - Obbligazioni del venditore

La mancata consegna, totale o parziale, della cosa venduta integra inadempimento dell'autonoma obbligazione di cui agli artt. 1476, n. 1, e 1477, c.c., e non rientra nell'ambito delle garanzie per evizione o per oneri ex artt. 1483, 1484 e 1489 c.c.; ne consegue che tale inadempimento è disciplinato dalle norme generali sulle obbligazioni (artt. 1218 e 1453 c.c.), sicché il compratore può chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno, a prescindere dall'operatività delle garanzie speciali proprie della compravendita. Se non volete più ricevere le nostre comunicazioni, inviate una mail a newsletter@sldm.it


Obbligazioni e contrattiCorte d’Appello di Napoli, Sezione IX, Sentenza, 27 maggio 2026 n. 4110

Accollo – qualificazione convenzione di accollo

La Corte d’Appello precisa che, quando la convenzione di accollo non contenga in base al dato letterale complessivo una manifestazione inequivoca di volontà delle parti contraria alla produzione di effetti a favore dei terzi creditori dell’accollato, o all’adesione degli stessi, o comunque espressamente limitativa dell’efficacia della convenzione alle parti, per stabilire se la convenzione debba essere qualificata come accollo interno, o come accollo esterno cumulativo, il Giudice deve applicare i criteri dell’ermeneutica contrattuale (artt. 1362 ss. c.c.), ivi incluso il comportamento complessivo delle parti anche posteriore alla conclusione del contratto volto ad aprire il loro accordo alla adesione dei terzi creditori dell’accollato, eventualmente confermato dalla volontà di adesione poi manifestata dal terzo creditore accollatario.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 20 maggio 2026, n. 15168

Interpretazione contratto preliminare di cessione di partecipazioni sociali

L'interpretazione di una scrittura privata spetta al giudice di merito ed è insindacabile in cassazione, anche quando abbia natura decisiva ai fini della qualificazione del contratto (nella specie, come preliminare di cessione di partecipazioni sociali privo di effetti traslativi e superato da successivi accordi), ove il ricorrente si limiti a contrapporre una diversa lettura delle clausole o a sollecitare la valorizzazione di ulteriori documenti, senza indicare specificamente in che modo il giudice di merito si sia discostato dai canoni legali di cui agli artt. 1362 e 1363 c.c. Se non volete più ricevere le nostre comunicazioni, inviate una mail a newsletter@sldm.it


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 28 aprile 2026, n. 11446

Interpretazione del contratto – dichiarazione negoziale

Nell'interpretazione di una dichiarazione negoziale, il giudice di merito deve anzitutto attenersi al senso letterale delle parole (art. 1362 c.c.); i canoni interpretativi integrativi, ivi compreso quello di cui all'art. 1371 c.c. (interpretazione nel senso meno gravoso per l'obbligato), sono applicabili solo in presenza di testi ambigui. L'apprezzamento del giudice circa la non equivocità del tenore letterale della dichiarazione costituisce valutazione di fatto, insindacabile in cassazione se sorretta da motivazione congrua.


Obbligazioni e contrattiTribunale di Civitavecchia, Sentenza, 20 marzo 2026, n. 357

Distanze legali – riduzione in pristino

In tema di rapporti di vicinato e, segnatamente, di distanze legali, a fronte di un manufatto realizzato a distanza minore di quella prescritta dal codice civile, la facoltà del proprietario del fondo confinante di chiedere la riduzione in pristino, non è esclusa dal fatto che la costruzione medesima sia stata eseguita in conformità al titolo edilizio, poiché questo non incide sui rapporti tra privati.

Il titolo edilizio, quale atto ampliativo degli interessi del richiedente, può comportare effetti pregiudizievoli nei confronti dei terzi che potrebbero vedere compromessi i propri diritti e interessi legittimi.


Obbligazioni e contrattiTribunale di Bari, Sentenza, 19 marzo 2026, n. 1802

Interpretazione testo contrattuale – Termine essenziale – Risoluzione del contratto

L’utilizzo nel testo di un contratto della locuzione “entro e non oltre” non sia di per sé idoneo a qualificare come essenziale il termine dedotto nel medesimo contratto, essendo piuttosto necessario, a tal fine, che emerga, dall’oggetto del negozio e da specifiche indicazioni delle parti, che queste abbiano inteso considerare perduta, decorso quel lasso di tempo, l’utilità economico-giuridica dell’accordo.

Il termine essenziale può essere tale in senso soggettivo (vale a dire, se le parti lo prevedono espressamente o tacitamente come tale) o in senso oggettivo (se deriva dalla natura stessa dell’obbligazione da compiere entro il termine), ossia è essenziale se, in base all’oggetto del contratto e alla complessiva interpretazione del medesimo, possa ritenersi che, dopo la scadenza, la prestazione non abbia più alcuna utilità per il creditore.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. Unite, Sentenza, 18 marzo 2026, n. 6498

Risoluzione del contratto per inadempimento

Effetti del fallimento sui rapporti giuridici preesistenti

La domanda di risoluzione del contratto per inadempimento, proposta prima della dichiarazione di fallimento nei confronti del futuro fallito e dalla quale il contraente in bonis intenda trarre pretese restitutorie o risarcitorie da far valere nel concorso, non può proseguire in sede di cognizione ordinaria, ma ferma la necessità della trascrizione, ove si tratti di beni immobili o mobili registrati, ai fini dell'opponibilità alla massa deve essere riproposta, unitamente alle conseguenti domande di restituzione o di risarcimento del danno, nel procedimento di accertamento del passivo disciplinato dagli artt. 93 ss. l. fall.; essa resta, invece, procedibile davanti al giudice ordinario solo quando sia diretta a conseguire utilità estranee alla partecipazione al concorso (quali, ad esempio, la liberazione da obblighi contrattuali, l'escussione di garanzie di terzi o la tutela post-chiusura) ovvero quando sulla stessa sia già intervenuta sentenza non ancora passata in giudicato, nel qual caso il curatore può coltivare il gravame ai sensi dell'art. 96, comma 2, n. 3, l. fall.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. II, Sentenza, 06 marzo 2026, n. 5082

Risoluzione del contratto– mutuo dissenso tacito

La risoluzione consensuale del contratto per facta concludentia postula che entrambe le parti tengano comportamenti univocamente significativi della comune volontà di sciogliere il vincolo; non è configurabile mutuo dissenso tacito quando una parte, lungi dal restare inerte, abbia ripetutamente sollecitato l'adempimento e la controparte alla collaborazione dovuta per l'esecuzione della prestazione, atteso che l'inerzia unilaterale dell'altra parte può integrare inadempimento, ma non accordo risolutorio.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 6 marzo 2026, n. 5052

Contratto di trasporto di cose – legittimazione attiva per risarcimento danni verso il vettore

Nel contratto di trasporto di cose, la legittimazione ad agire per il risarcimento dei danni verso il vettore compete al destinatario dal momento in cui richiede la riconsegna delle merci arrivate a destinazione o scaduto il termine in cui sarebbero dovute arrivare. Tuttavia, in mancanza di tale richiesta, la legittimazione resta al mittente, specie se il danno si manifesta nella sua sfera patrimoniale.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 26 febbraio 2026, n. 4386

Interpretazione del contratto – prestazione d’opera intellettuale

In materia di prestazione d'opera intellettuale, l'interpretazione del contratto e la verifica dell'adempimento devono fondarsi sul confronto tra l'obbligazione assunta e la prestazione effettivamente resa, tenendo conto del contenuto della lettera di incarico professionale. L'omessa considerazione del contenuto dell'incarico rappresenta violazione dei criteri legali di ermeneutica contrattuale e vizio di motivazione.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 13 febbraio 2026, n. 3230

Contratti originari – condizioni risolutive di diritti immobiliari

Le condizioni risolutive di diritti immobiliari, contenute in contratti originari e non annotate nei registri immobiliari, non sono opponibili agli aventi causa dai contraenti originari, qualora dette condizioni non siano evidenti nei titoli di acquisto trascritti.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. III, Sentenza, 16 dicembre 2025, n. 32808

Arricchimento indiretto – inadempimento contratto preliminare di vendita immobiliare

In tema di arricchimento indiretto, l'azione ex art. 2041 cod. civ. è esperibile contro il soggetto, diverso dal solvens e dall'accipiens, che ha conseguito l'indebita locupletazione in danno dell'istante in esito ad un'operazione economica ricostruita come sostanzialmente unitaria per essere stato impiegato il denaro versato per fare conseguire, a persona diversa dall'accipiens, l'incremento del proprio patrimonio mediante acquisizione di un nuovo diritto reale immobiliare, quando l'arricchimento è stato conseguito a titolo gratuito ovvero di fatto nei rapporti con il soggetto obbligato per legge o per contratto nei confronti del depauperato, resosi insolvente nei riguardi di quest'ultimo.

La Suprema Corte ha chiarito come il giudice non possa escludere tale quota anche nel caso in cui l’assegno divorzile, seppur di importo modesto, sia stato riconosciuto per una funzione assistenziale pura, senza che vi siano esigenze compensative o perequative.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. III, Sentenza, 16 dicembre 2025, n. 32808

Arricchimento indiretto – inadempimento contratto preliminare di vendita immobiliare

In tema di arricchimento indiretto, l'azione ex art. 2041 cod. civ. è esperibile contro il soggetto, diverso dal solvens e dall'accipiens, che ha conseguito l'indebita locupletazione in danno dell'istante in esito ad un'operazione economica ricostruita come sostanzialmente unitaria per essere stato impiegato il denaro versato per fare conseguire, a persona diversa dall'accipiens, l'incremento del proprio patrimonio mediante acquisizione di un nuovo diritto reale immobiliare, quando l'arricchimento è stato conseguito a titolo gratuito ovvero di fatto nei rapporti con il soggetto obbligato per legge o per contratto nei confronti del depauperato, resosi insolvente nei riguardi di quest'ultimo.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. I, Sentenza, 12 dicembre 2025, n. 32465

Titolarità passiva obbligazioni contrattuali - attività di società di capitali a totale partecipazione pubblica

La società di capitali a totale partecipazione pubblica che esercita attività commerciale mantiene la sua natura di soggetto di diritto privato, distinto dall'ente pubblico socio, e non è assimilabile a quest'ultimo per quanto riguarda la titolarità passiva delle obbligazioni contrattuali derivanti dalla propria attività


Obbligazioni e contrattiTribunale di Matera, Sentenza, 17 novembre 2025, n. 555

Mancata consegna di un’autovettura acquistata nuova da parte della concessionaria convenuta, giustificazione fornita riferita alla “crisi dei semiconduttori”

Il Tribunale osserva, preliminarmente, che, alla luce del dettato normativo di cui all’articolo 1218 c.c., e in forza del criterio generale di ripartizione dell’onere della prova codificato dall’articolo 2697 c.c., in tema di rapporti negoziali il creditore deve provare l’inadempimento, mentre grava sul debitore la dimostrazione che esso sia dovuto a causa a lui non imputabile. Il debitore, infatti, non può limitarsi alla mera allegazione di circostanze generiche, o a fenomeni di ordine macroeconomico, dovendo fornire la prova puntuale e circostanziata dell’impedimento specifico, della sua oggettività e della sua inevitabilità, oltre che della diligenza impiegata per fronteggiarlo.

Nel caso di specie, il Tribunale afferma l’imputabilità alla società concessionaria convenuta dell’inadempimento all’obbligo di consegna, connotato in termini di estrema rilevanza nel contemperamento degli interessi dei paciscenti e nell’equilibrio contrattuale, con conseguente risoluzione ex articolo 1453 c.c. e obbligo di restituzione del doppio della somma versata a titolo di caparra confirmatoria (articolo 1385 c.c.).”


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. II, Sentenza, 14 novembre 2025, n. 30139

Azione di Riduzione - Nullità della divisione testamentaria - Inammissibilità

La domanda di nullità della divisione testamentaria proposta dal legittimario pretermesso deve essere preceduta dal vittorioso esercizio dell'azione di riduzione. La proposizione in ritardo di tale domanda oltre i termini delle preclusioni processuali di cui all'art. 183 c.p.c. ne comporta l'inammissibilità, rilevabile d'ufficio.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. V, Ordinanza, 13 novembre 2025, n. 30016

Contratto di locazione di immobili – tassazione, cedolare secca - destinazione immobili ad abitazione ed alloggio temporaneo in favore di soggetti legati all'Università da rapporto di lavoro e/o collaborazione

In tema di cedolare secca, il regime agevolato di cui all'art. 3 del D.Lgs. n. 23/2011 prevede esclusivamente la scelta del locatore persona fisica che non agisce nell'ambito di impresa, arte o professione, escludendo dal beneficio i contratti di locazione conclusi tra locatori e conduttori che agiscono nell'esercizio di attività d'impresa, arti o professioni, inclusi i contratti ad uso foresteria.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 31 ottobre 2025, n. 28767

Interpretazione del contratto – censura in sede di legittimità

L'interpretazione del contratto è riservata al giudice di merito e può essere censurata in sede di legittimità solo per violazione delle norme di ermeneutica contrattuale o per motivazione manifestamente illogica o contraddittoria; in assenza di tali vizi, la proposta di una diversa interpretazione del contratto è inammissibile.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. II, Sentenza, 30 ottobre 2025, n. 28700

Più scritture private preliminari tra stesse parti e con stesso oggetto – Effetto novativo del secondo contratto

In caso di stipula di più scritture preliminari tra le stesse parti per il medesimo oggetto, il secondo contratto non estingue necessariamente il primo per novazione, salvo espressa previsione. Il contratto successivo può limitarsi a integrare e modificare taluni aspetti del precedente, con la prevalenza della disciplina che regoli specifiche modifiche e varianti apportate.


Obbligazioni e contrattiTribunale di Santa Maria Capua Vetere, Sezione I, Sentenza, 28 ottobre 2025 n. 3373

Inadempimento contrattuale – mancato adempimento di termine essenziale

Il Tribunale afferma che il mancato adempimento entro un termine essenziale non dà luogo alla risoluzione del contratto, se l’inadempimento non sia imputabile all’obbligato almeno a titolo di colpa, ma corrisponda alla mancata prestazione dell’altra parte che rivendica la risoluzione per scadenza di detto termine. Nel caso di specie, il mancato rispetto del termine, pattuito tra gli stipulanti per il versamento della seconda tranche della caparra confirmatoria, non ha prodotto la risoluzione del preliminare ai sensi dell'art. 1457 c.c. (poiché detto termine non è essenziale) e nemmeno ai sensi dell'art. 1455 c.c. (trattandosi, nella fattispecie, di inadempimento non importante oltre che nemmeno imputabile al debitore).

Il Tribunale rammenta altresì come in giurisprudenza si è affermato (v. Cass. n. 4661/2018) che il mancato versamento integrale della somma pattuita a titolo di caparra confirmatoria rende inapplicabile il meccanismo previsto dall'art. 1385, secondo comma, cod. civ., in quanto "Sotto l'aspetto strutturale, la caparra confirmatoria consiste in un contratto ad effetti reali, che si perfeziona con la consegna, che una parte fa all'altra, di una somma di denaro o di una determinata quantità di cose fungibili (ex plurimis, Cass. 15/04/2002, n. 5424; Cass. 23/05/1995, n. 5644; Cass. 31/05/1988, n. 3704). Le parti, nell'ambito della loro autonomia contrattuale, possono differire la dazione della caparra, in tutto od in parte, ad un momento successivo alla conclusione del contratto principale, ma in tal caso non si producono gli effetti che l'art. 1385, secondo comma, cod. civ. ricollega alla consegna, in conformità alla natura reale del patto rafforzativo del vincolo (Cass. 24/04/2013, n. 10056; Cass. 09/08/2011, n. 17127; Cass. 07/06/1978, n. 2870). La norma in questione presuppone, dunque, l'avvenuto integrale versamento della caparra e, a partire da esso, configura lo strumento di tutela del contraente non inadempiente, che consiste nel diritto di recedere dal contratto trattenendo la caparra, ovvero di recedere ed esigere il doppio della caparra, a seconda della posizione assunta nel contratto".


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 15 ottobre 2025, n. 27483

Contratto di locazione di immobile ad uso commerciale – Vizi dell’immobile

In materia di locazione di immobile adibito ad uso commerciale, la mancata impugnazione da parte del locatore del capo della sentenza di primo grado che attesta il carattere sopravvenuto del vizio costituito dai miasmi prodotti dal sistema fognario e la sua non imputabilità al conduttore, comporta il passaggio in giudicato interno su tali punti. Pertanto, il giudice d'appello, nel disattendere la domanda di risoluzione integrale del contratto di locazione proposta dal conduttore, e nell'affermare la preesistenza e conoscibilità dei vizi al momento della stipulazione del contratto, viola il predetto giudicato interno.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 4 settembre 2025, n. 24567

Responsabilità contrattuale dell’appaltatore - eccezione di inadempimento

L'appaltatore ha l’obbligo di controllare, nei limiti delle sue cognizioni, la bontà del progetto o delle istruzioni impartite dal committente. Ove le istruzioni del committente siano palesemente errate, l’appaltatore può andare esente da responsabilità soltanto se dimostri di avere manifestato il proprio dissenso e di essere stato indotto ad eseguirle, quale "nudus minister", per le insistenze del committente ed a rischio di quest'ultimo; cosicché, in mancanza di tale prova, l'appaltatore è tenuto, a titolo di responsabilità contrattuale, derivante dalla sua obbligazione di risultato, all'intera garanzia per le imperfezioni o i vizi dell'opera, senza poter invocare il concorso di colpa del progettista o del committente, né l'efficacia esimente di eventuali errori nelle istruzioni impartite dal direttore dei lavori. In tema di eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c., è sufficiente che la volontà di sollevarla sia desumibile dalle difese della parte in modo non equivoco.