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Real EstateCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 29 aprile 2026, n. 11663

Vendita immobiliare – Opere edilizie abusive non sanabili

In tema di vendita immobiliare, la presenza su parte significativa del bene di opere edilizie abusive non sanabili, la cui rimozione impone un radicale ridimensionamento e una sostanziale diversa conformazione dell'immobile rispetto a quello oggetto del regolamento negoziale, integra ipotesi di aliud pro alio, legittimando la risoluzione del contratto ex art. 1453 c.c. e non una mera garanzia per vizi ex artt. 1490 ss. c.c.


Diritto fallimentareCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 29 aprile 2026, n. 11676

Concordato preventivo - Accordi di ristrutturazione dei debiti

In tema di ristrutturazione dei debiti del consumatore ex art. 67, comma 4, CCII (come modificato dall'art. 19 d.lgs. 13 settembre 2024 n. 136), la "moratoria fino a due anni dall'omologazione per il pagamento" dei crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca va intesa come periodo di sospensione o dilazione dell'adempimento (di capitale e interessi), durante il quale il debitore può non effettuare alcun pagamento, senza che sia richiesto né l'integrale soddisfacimento del credito entro il biennio, né l'inizio necessario del pagamento prima del decorso di detto termine.


Responsabilità civileCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 29 aprile 2026, n. 11646

Responsabilità civile – sinistri stradali cagionati da fauna selvatica – Onere della prova

In tema di sinistri stradali cagionati da fauna selvatica, il danno è imputabile alla Pubblica Amministrazione ai sensi dell'art. 2052 c.c.; grava tuttavia sul danneggiato l'onere di provare in modo rigoroso l'esatta e completa dinamica del sinistro, comprensiva del comportamento dell'animale e della condotta di guida, non essendo sufficiente la sola dimostrazione della presenza dell'animale sulla carreggiata o del mero impatto tra veicolo e animale. In difetto di tale prova positiva e certa, la domanda risarcitoria non può essere accolta neppure parzialmente.


Circolazione stradaleTribunale Napoli, Sez. II, Sentenza, 28 aprile 2026, n. 6911

Circolazione stradale – danno non patrimoniale

In materia di danno non patrimoniale da sinistro stradale con lesioni micropermanenti, il danno biologico deve essere liquidato secondo i criteri di cui all’art. 139 cod. ass. e può essere incrementato, ai sensi del comma 3 del medesimo articolo, sino al 20% in presenza di conseguenze dinamico–relazionali specifiche, documentate e obiettivamente accertate (nella specie: compromissione definitiva dell’attività sportiva agonistica di canoa polo), ferma la distinta risarcibilità del danno morale ove adeguatamente allegato e provato, senza dar luogo a duplicazioni.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 28 aprile 2026, n. 11446

Interpretazione del contratto – dichiarazione negoziale

Nell'interpretazione di una dichiarazione negoziale, il giudice di merito deve anzitutto attenersi al senso letterale delle parole (art. 1362 c.c.); i canoni interpretativi integrativi, ivi compreso quello di cui all'art. 1371 c.c. (interpretazione nel senso meno gravoso per l'obbligato), sono applicabili solo in presenza di testi ambigui. L'apprezzamento del giudice circa la non equivocità del tenore letterale della dichiarazione costituisce valutazione di fatto, insindacabile in cassazione se sorretta da motivazione congrua.


Cessazione e IndennitàCassazione Civile, Sezione Lavoro, Ordinanza, 27 aprile 2026, n. 11223

Recesso dell’agente: non vi è l’obbligo di motivazione immediata

Il principio della necessità della contestazione immediata, sia pure sommaria, delle ragioni poste a base del recesso per giusta causa, con la conseguente preclusione di dedurre successivamente fatti diversi da quelli contestati, opera sia per il rapporto di lavoro subordinato che per quello di agenzia - data l'analogia dei due rapporti - ma in relazione solo al recesso del preponente, mentre il recesso per giusta causa (con conseguente diritto all'indennità di mancato preavviso) del lavoratore o dell'agente non è condizionato ad alcuna formalità di comunicazione delle relative ragioni, sicché, a tal fine, può tenersi conto anche di comportamenti (del datore di lavoro o del preponente) ulteriori rispetto a quelli lamentati nell'atto di recesso del lavoratore o dell'agente.


Real EstateCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza del 25 aprile 2026, n. 11135

Destinazione immobile – Comodato – Revoca ad nutum

La circostanza che l’immobile sia destinato ad attività commerciale (nel caso di specie a studio professionale) non è sufficiente per ritenere il relativo contratto di comodato soggetto ad un termine implicito, sicché il comodante può domandare la restituzione del bene prima della cessazione di tale attività, restando dunque possibile la revoca ad nutum. A ragionar diversamente si arriverebbe all'assurda conclusione che se l’immobile è destinato per sua natura ad una determinata attività, commerciale o di altro tipo, il comodato diventerebbe ‘perpetuo’ per la semplice ragione che tale attività potrebbe non avere alcun termine prevedibile, espropriando di fatto il comodante.


Diritto bancarioCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 24 aprile 2026, n. 11040

Segreto bancario – Sanzioni CONSOB per abuso di informazioni privilegiate

In tema di sanzioni CONSOB per abuso di informazioni privilegiate (art. 187-bis TUF), il possesso e l'utilizzo dell'informazione privilegiata anche nell'ipotesi di c.d. insider secondario possono essere accertati in via presuntiva, mediante una valutazione unitaria di una pluralità di indizi (tempistica dei contatti, modalità e anomalia degli investimenti, rapporti professionali tra i soggetti coinvolti, caratteristiche dell'operazione e del titolo), purché dotati dei requisiti di gravità, precisione e concordanza ex art. 2729 c.c.; non è richiesto l'accertamento della fonte originaria dell'informazione, né opera, nel sistema processuale, un divieto di "doppia presunzione".


LavoroConsiglio di Stato, sentenza, 24 aprile 2026, n. 3209

Appalti pubblici – comparazione fra CCNL - superminimo

Negli appalti pubblici, la concorrenza tra imprese non può fondarsi sull’applicazione di contratti collettivi che prevedano condizioni meno favorevoli per i lavoratori, anche se tali differenze vengono successivamente compensate attraverso superminimi o altre integrazioni economiche.

La valutazione di equivalenza deve riguardare esclusivamente il confronto tra i contenuti propri dei CCNL interessati. Non possono quindi assumere rilievo componenti retributive estranee alla struttura del contratto collettivo oggetto di verifica, come trattamenti aggiuntivi stabiliti a livello individuale o aziendale. In sostanza, ai fini della verifica di equivalenza tra contratti collettivi nazionali di lavoro, il superminimo non può essere considerato elemento utile di comparazione.

Diversamente, il confronto non avverrebbe più tra contratti collettivi, ma sul trattamento economico concretamente riconosciuto ai lavoratori impiegati nell’appalto, con il rischio di legittimare l’utilizzo di CCNL meno tutelanti integrati da correttivi salariali predisposti solo in fase di gara.


Circolazione stradaleCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 22 aprile 2026, n. 10716

Circolazione stradale – domanda di regresso impresa designata da Fondo di Garanzia per le vittime della strada

In tema di procedimento sommario di cognizione ex art. 702-bis c.p.c. proseguito nel rito ordinario, la domanda di regresso dell'impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, spiegata nei confronti dei genitori del minore responsabile del sinistro e proprietari del veicolo non assicurato, relativamente alle somme eventualmente dovute a un danneggiato, è inammissibile se proposta per la prima volta solo con la memoria ex art. 183, comma 6, n. 1, c.p.c., anziché alla prima udienza di comparizione delle parti.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 21 aprile 2026, n. 10480

Società di fatto – Società irregolare apparente

La società di fatto 'non riconoscibile' o 'occulta' – distinta dalla società irregolare apparente – ricorre quando l'attività economica formalmente svolta da un imprenditore individuale sia in realtà riferibile a un centro di imputazione collettivo, nel quale uno o più soci non spendono il nome ma partecipano al rischio d'impresa, contribuendo stabilmente al fondo comune mediante attività di gestione e/o di finanziamento; ai fini dell'estensione della liquidazione giudiziale a tali soci, rilevano in modo particolare la sistematicità delle operazioni di sostegno (quali prestazione di garanzie personali, messa a disposizione gratuita di beni strumentali e ripetuti pagamenti dei debiti aziendali con risorse proprie), che superano la mera collaborazione familiare e rivelano l'esistenza di un rapporto sociale.


LavoroCorte di Cassazione, Sez. Lav., ordinanza, 21 aprile 2026, n. 10559

Trasferimento e giusta causa di dimissioni – diritto alla Naspi – necessario accertamento

In tema di NASpI, il riconoscimento della prestazione al lavoratore dimissionario presuppone che le dimissioni siano rese per giusta causa, che richiede l’accertamento di circostanze imputabili al datore di lavoro e tali da integrare un grave inadempimento (o comunque una condotta datoriale idonea a rendere intollerabile la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto).

Una semplice modifica della sede di lavoro, anche se comporta un trasferimento molto distante, non è automaticamente sufficiente a integrare la giusta causa.

E’ necessario, infatti, verificare concretamente se il trasferimento sia stato disposto per concrete esigenze organizzative e senza violazioni degli obblighi del datore di lavoro.


Real EstateCassazione Civile, Sez. II, Sentenza, 21 aprile 2026, n. 10494

Servitù di passaggio – ampliamento coattivo di percorso pedonale in servitù carrabile

In tema di servitù di passaggio, l'ampliamento coattivo di un percorso pedonale in servitù carrabile richiede: a) la preesistenza di una servitù di passaggio sul fondo su cui realizzare l'ampliamento; b) l'assenza per il fondo dominante di uscita diretta sulla pubblica via (interclusione relativa); c) che l'ampliamento sia necessario per la coltivazione o per l'uso conveniente del fondo dominante ovvero per le esigenze abitative del fondo stesso, intese come piena accessibilità alla casa di abitazione, alla luce delle condizioni di vita nel contesto storicosociale attuale. Ai fini di tali esigenze abitative non è necessario che il proprietario o l'utilizzatore dell'immobile sia portatore di handicap o affetto da ridotta capacità motoria, fermo restando che il passaggio imposto non deve comportare un sacrificio del fondo servente superiore al beneficio arrecato al fondo dominante.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. III, Sentenza, 21 aprile 2026, n. 10620

S.a.s. – revocatoria ordinaria contro socio – valutazione dell’eventus damni

In tema di revocatoria ordinaria, quando il creditore agisce nei confronti del socio di una società in accomandita semplice per far dichiarare inefficace l'atto dispositivo da questi compiuto, la sufficienza della garanzia patrimoniale deve essere valutata con riguardo al solo patrimonio del debitore convenuto, senza tener conto del patrimonio sociale, il quale è autonomo anche nel caso in cui la società sia coobbligata in solido con i soci per il medesimo debito.


Diritto assicurativoCassazione Civile, Sez. III, Sentenza, 20 aprile 2026, n. 10382

Polizza vita: interpretazione della clausola che attribuisce l’indennizzo agli "eredi testamentari" o agli "eredi legittimi"

“Non è sindacabile in sede di legittimità, se operato con congrua motivazione e scevro dai soli gravi vizi logici oramai rilevanti dopo la novella dell'art. 360 c.p.c., l'accertamento con cui il giudice del merito stabilisca se l’assegnazione di beni determinati configuri una successione a titolo universale o debba, invece, interpretarsi come legato, una volta che sia stato accertato, in conformità al principio enunciato dall’art. 1362 c.c., applicabile, con gli opportuni adattamenti, anche in materia testamentaria, quale sia stata l’effettiva volontà del testatore, valutando congiuntamente l’elemento letterale e quello logico ed in omaggio al canone di conservazione del testamento.


Area CivileCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 20 aprile 2026, n. 10388

“Unioni di fatto” - Donazione indiretta

Nel contesto di relazioni coniugali, ovvero di convivenze affettive che abbiano assunto carattere di “unioni di fatto”, l’attribuzione di beni immobili, o di mobili registrati, da parte di uno dei coniugi (o conviventi) in favore dell’altro, necessita, per poter essere qualificata come donazione indiretta, di una prova rigorosa - e di motivazione parimenti rigorosa - in ordine alla ricorrenza del cd. “animus donandi”.


Diritto societarioCassazione Penale, Sez. II, Sentenza 17 aprile 2026, n. 16218

Cancellazione dell’ente dal Registro delle Imprese – estinzione illecito ex D.Lgs. 231/2001

In tema di responsabilità da reato degli enti, la cancellazione della società dal registro delle imprese - ai sensi dell'art. 2495, comma 2, c.c. - comporta l'estinzione dell'illecito di cui al D.Lgs. 8 situazione assimilabile alla morte dell'imputato, con conseguente annullamento senza rinvio della sentenza impugnata ex art. 35 del D.Lgs. n. 231/2001 e cessazione di ogni rapporto processuale nei confronti dell'ente.


Responsabilità civileCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 16 aprile 2026, n. 9720

Contratto di trasporto merce – Responsabilità del vettore – Liquidazione del danno risarcibile

In tema di responsabilità del vettore per perdita della merce, il danno risarcibile va liquidato, ai sensi dell'art. 1696, primo comma, c.c., secondo il prezzo corrente delle cose trasportate nel tempo e nel luogo della riconsegna, con esclusione di ulteriori criteri di liquidazione fondati sul danno emergente e sul lucro cessante del mittente o del destinatario. A tal fine, in mancanza di tariffe o listini ufficiali, il giudice può desumere il valore della merce dalle fatture emesse dal mittente nei confronti del destinatario e dalle correlate note di credito, gravate dal furto, costituendo esse idonea prova presuntiva del prezzo di mercato praticato nei normali rapporti tra imprenditori.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Sentenza, 15 aprile 2026, n. 9602

Liquidazione giudiziale – fusione per incorporazione della società

In tema di liquidazione giudiziale, la fusione per incorporazione integra una vicenda estintivo-successoria analoga a quella considerata dall'art. 10 l. fall., sicché la società incorporata, pur estinta e cancellata dal registro delle imprese, conserva la propria identità ai fini dell'assoggettabilità alla procedura concorsuale e della valida instaurazione del contraddittorio, che può essere ritualmente instaurato mediante la notifica del ricorso e del decreto di fissazione d'udienza alla società incorporata, senza necessità di notifica anche alla società incorporante; quest'ultima ha solo la facoltà di intervenire nel procedimento e di proporre i mezzi di impugnazione quali soggetto interessato.


LavoroCassazione Penale, Sentenza, 15 aprile 2026, n. 13646

Responsabilità del committente privato

In caso di infortunio mortale occorso in lavori edili affidati ad un’impresa dal proprietario privato di un immobile, il proprietario risponde di omicidio colposo se ha omesso di scegliere adeguatamente l’azienda esecutrice, o se si sia ingerito nell’organizzazione o nella esecuzione del lavoro, o in presenza di una agevole ed immediata percepibilità delle situazioni di pericolo.


LavoroTribunale di Roma, Sezione Lavoro, Sentenza, 15 aprile 2026

Clausola di stabilità – nullità per ingiustificata sproporzione

E’ nulla, per ingiustificata sproporzione, la clausola di stabilità che preveda solo una penale in favore del datore per l’ipotesi di dimissioni senza giusta causa del dipendente. Una clausola di stabilità che prevede una penale in favore del solo datore di lavoro determina un’ingiustificata sproporzione nella tutela contrattuale riconosciuta alle parti in ipotesi di cessazione del rapporto a tempo indeterminato, atteso che il datore, per l’ipotesi di dimissioni prive di giusta causa, è già garantito dal preavviso ovvero dalla relativa indennità contrattuale. Inoltre la parte oggettivamente esposta al maggiore pregiudizio derivante dalla cessazione del rapporto è il lavoratore – e non già il datore – tenuto conto della natura di credito alimentare della retribuzione.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 14 aprile 2026, n. 9492

Società a responsabilità limitata – socio in genere

In tema di impugnazione delle decisioni dei soci di S.r.l. per conflitto di interessi ex art. 2479ter, comma 2, c.c., l'attore deve allegare e provare congiuntamente: (i) l'esistenza, al momento dell'espressione del voto, di un conflitto di interessi concreto e attuale tra il socio il cui voto è stato determinante e la società; (ii) la potenzialità dannosa della deliberazione per il patrimonio sociale. La mancanza di uno solo dei due requisiti comporta, di per sé, il rigetto della domanda, restando precluso al giudice l'accertamento dell'altro requisito, che, anche se sussistente, non potrebbe da solo giustificare l'annullamento.


Diritto condominialeCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 13 aprile 2026, n. 9309

Assemblea dei condomini e deliberazioni – Supercondominio - Spese della comunione e del condominio

In tema di supercondominio, rientra nella competenza dell'assemblea dei rappresentanti ex art. 67 disp. att. c.c. l'approvazione del rendiconto e la ripartizione, in capo ai singoli condòmini dei diversi edifici, delle spese relative ai beni e ai servizi comuni all'intero complesso - ivi compreso il servizio di riscaldamento centralizzato - secondo i rispettivi valori millesimali di proprietà; ne consegue che è erronea la qualificazione come nulla, per impossibilità dell'oggetto, della delibera del supercondominio che approvi il riparto delle relative spese tra i singoli partecipanti, atteso che l'amministratore del supercondominio è legittimato ad agire direttamente nei confronti del singolo condòmino e non dell'amministratore del condominio di edificio.


Real EstateCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 8 aprile 2026, n. 8856

Condizioni sospensive negative – integrazione del prezzo di vendita

In tema di condizioni sospensive negative, qualora il venditore agisca per ottenere il pagamento dell'integrazione del prezzo deducendo l'assenza di modificazioni della destinazione urbanistica e dell'indice di edificabilità del terreno compravenduto o dell'intero comparto rilevante, incombe sull'acquirente l'onere di specifica contestazione dei fatti posti a fondamento della domanda; in difetto, tali fatti devono ritenersi pacifici ai sensi dell'art. 115, primo comma, c.p.c., senza che ciò integri applicazione del principio di non contestazione a mere valutazioni giuridiche.