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Diritto societarioCassazione Penale, Sez. II, Sentenza 17 aprile 2026, n. 16218

Cancellazione dell’ente dal Registro delle Imprese – estinzione illecito ex D.Lgs. 231/2001

In tema di responsabilità da reato degli enti, la cancellazione della società dal registro delle imprese - ai sensi dell'art. 2495, comma 2, c.c. - comporta l'estinzione dell'illecito di cui al D.Lgs. 8 situazione assimilabile alla morte dell'imputato, con conseguente annullamento senza rinvio della sentenza impugnata ex art. 35 del D.Lgs. n. 231/2001 e cessazione di ogni rapporto processuale nei confronti dell'ente.


Responsabilità civileCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 16 aprile 2026, n. 9720

Contratto di trasporto merce – Responsabilità del vettore – Liquidazione del danno risarcibile

In tema di responsabilità del vettore per perdita della merce, il danno risarcibile va liquidato, ai sensi dell'art. 1696, primo comma, c.c., secondo il prezzo corrente delle cose trasportate nel tempo e nel luogo della riconsegna, con esclusione di ulteriori criteri di liquidazione fondati sul danno emergente e sul lucro cessante del mittente o del destinatario. A tal fine, in mancanza di tariffe o listini ufficiali, il giudice può desumere il valore della merce dalle fatture emesse dal mittente nei confronti del destinatario e dalle correlate note di credito, gravate dal furto, costituendo esse idonea prova presuntiva del prezzo di mercato praticato nei normali rapporti tra imprenditori.


LavoroTribunale di Roma, Sezione Lavoro, Sentenza, 15 aprile 2026

Clausola di stabilità – nullità per ingiustificata sproporzione

E’ nulla, per ingiustificata sproporzione, la clausola di stabilità che preveda solo una penale in favore del datore per l’ipotesi di dimissioni senza giusta causa del dipendente. Una clausola di stabilità che prevede una penale in favore del solo datore di lavoro determina un’ingiustificata sproporzione nella tutela contrattuale riconosciuta alle parti in ipotesi di cessazione del rapporto a tempo indeterminato, atteso che il datore, per l’ipotesi di dimissioni prive di giusta causa, è già garantito dal preavviso ovvero dalla relativa indennità contrattuale. Inoltre la parte oggettivamente esposta al maggiore pregiudizio derivante dalla cessazione del rapporto è il lavoratore – e non già il datore – tenuto conto della natura di credito alimentare della retribuzione.


LavoroCassazione Penale, Sentenza, 15 aprile 2026, n. 13646

Responsabilità del committente privato

In caso di infortunio mortale occorso in lavori edili affidati ad un’impresa dal proprietario privato di un immobile, il proprietario risponde di omicidio colposo se ha omesso di scegliere adeguatamente l’azienda esecutrice, o se si sia ingerito nell’organizzazione o nella esecuzione del lavoro, o in presenza di una agevole ed immediata percepibilità delle situazioni di pericolo.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Sentenza, 15 aprile 2026, n. 9602

Liquidazione giudiziale – fusione per incorporazione della società

In tema di liquidazione giudiziale, la fusione per incorporazione integra una vicenda estintivo-successoria analoga a quella considerata dall'art. 10 l. fall., sicché la società incorporata, pur estinta e cancellata dal registro delle imprese, conserva la propria identità ai fini dell'assoggettabilità alla procedura concorsuale e della valida instaurazione del contraddittorio, che può essere ritualmente instaurato mediante la notifica del ricorso e del decreto di fissazione d'udienza alla società incorporata, senza necessità di notifica anche alla società incorporante; quest'ultima ha solo la facoltà di intervenire nel procedimento e di proporre i mezzi di impugnazione quali soggetto interessato.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 14 aprile 2026, n. 9492

Società a responsabilità limitata – socio in genere

In tema di impugnazione delle decisioni dei soci di S.r.l. per conflitto di interessi ex art. 2479ter, comma 2, c.c., l'attore deve allegare e provare congiuntamente: (i) l'esistenza, al momento dell'espressione del voto, di un conflitto di interessi concreto e attuale tra il socio il cui voto è stato determinante e la società; (ii) la potenzialità dannosa della deliberazione per il patrimonio sociale. La mancanza di uno solo dei due requisiti comporta, di per sé, il rigetto della domanda, restando precluso al giudice l'accertamento dell'altro requisito, che, anche se sussistente, non potrebbe da solo giustificare l'annullamento.


Diritto condominialeCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 13 aprile 2026, n. 9309

Assemblea dei condomini e deliberazioni – Supercondominio - Spese della comunione e del condominio

In tema di supercondominio, rientra nella competenza dell'assemblea dei rappresentanti ex art. 67 disp. att. c.c. l'approvazione del rendiconto e la ripartizione, in capo ai singoli condòmini dei diversi edifici, delle spese relative ai beni e ai servizi comuni all'intero complesso - ivi compreso il servizio di riscaldamento centralizzato - secondo i rispettivi valori millesimali di proprietà; ne consegue che è erronea la qualificazione come nulla, per impossibilità dell'oggetto, della delibera del supercondominio che approvi il riparto delle relative spese tra i singoli partecipanti, atteso che l'amministratore del supercondominio è legittimato ad agire direttamente nei confronti del singolo condòmino e non dell'amministratore del condominio di edificio.


LavoroCassazione Civile, Sez. Lav., Ordinanza, 8 aprile 2026, n. 8738

Malattia strategica – solo il medico può dichiararla simulata

Il rilascio di un certificato medico attestante una sindrome ansioso-depressiva con somministrazione di farmaci specifici e la, conseguente, assunzione della relativa responsabilità da parte del sanitario, si configurano quali elementi di particolare valenza probatoria al fine dell’accertamento della effettività dello stato di malattia.

Quanto riportato nel certificato di malattia è superabile solo mediante approfondimenti di tipo medico-legale, in assenza dei quali il giudice non può esprimersi, sfociando altrimenti in una apodittica e ingiustificata pretermissione delle competenze diagnostiche proprie del medico.

Su tali presupposti, la Cote di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, ha dichiarato illegittimo il licenziamento.


Real EstateCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 8 aprile 2026, n. 8856

Condizioni sospensive negative – integrazione del prezzo di vendita

In tema di condizioni sospensive negative, qualora il venditore agisca per ottenere il pagamento dell'integrazione del prezzo deducendo l'assenza di modificazioni della destinazione urbanistica e dell'indice di edificabilità del terreno compravenduto o dell'intero comparto rilevante, incombe sull'acquirente l'onere di specifica contestazione dei fatti posti a fondamento della domanda; in difetto, tali fatti devono ritenersi pacifici ai sensi dell'art. 115, primo comma, c.p.c., senza che ciò integri applicazione del principio di non contestazione a mere valutazioni giuridiche.


Circolazione stradaleTribunale Napoli, Sez. VI, Sentenza, 07 aprile 2026, n. 5581

Circolazione stradale – Responsabilità civile – azione diretta del terzo trasportato

In tema di responsabilità civile da circolazione stradale, l’azione diretta del terzo trasportato ex art. 141 Cod. Ass. ha natura aggiuntiva rispetto alle ordinarie azioni ex artt. 144 Cod. Ass. e 2054 c.c. e consente al danneggiato di ottenere il risarcimento dall’assicuratore del veicolo vettore a prescindere dall’accertamento del concreto grado di responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti, salvo il solo caso fortuito, fermo il diritto di rivalsa dell’assicuratore del vettore nei confronti dell’impresa del responsabile civile.


LavoroCorte di Cassazione, Sez. Lav., ordinanza, 6 aprile 2026, n. 8564

Diffida e giusta causa di dimissioni – diritto alla Naspi – necessario accertamento

Non è sufficiente una semplice lettera inviata dall’avvocato al datore di lavoro, con cui si contestano comportamenti illegittimi tali da indurre il lavoratore alle dimissioni, per provare la presenza della giusta causa necessaria a ottenere la NASpI.

La NASpI è destinata a chi perde involontariamente il lavoro; spetta pertanto al lavoratore dimostrare in modo adeguato e concreto l’esistenza di tale giusta causa.


LavoroCorte di Cassazione, Sez. Lav., ordinanza n. 7985 del 31.03.2026

Dati estratti dal badge – azione disciplinare

I dati raccolti dall’azienda attraverso i sistemi di registrazione degli accessi dei lavoratori possono essere utilizzati non solo per finalità organizzative e di controllo delle presenze, ma anche per finalità disciplinari, arrivando a costituire una base legittima per un eventuale licenziamento.

La Corte di Cassazione ha confermato che le informazioni provenienti da strumenti di lavoro e dai sistemi di rilevazione delle presenze possono essere utilizzate anche in ambito disciplinare, purché siano rispettate due condizioni fondamentali: da un lato, il lavoratore deve essere stato correttamente informato sulle modalità di funzionamento degli strumenti e sui controlli effettuati; dall’altro, deve essere garantito il rispetto della disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Secondo la Suprema Corte, inoltre, i controlli effettuati tramite badge o sistemi analoghi non rientrano tra i cosiddetti controlli difensivi in senso stretto e, proprio per questo, non sono soggetti ai limiti più restrittivi previsti dall’articolo 4, comma 1, dello Statuto dei Lavoratori.


Diritto sportivoFIGC – Corte Federale d’Appello – decisione 0105/CFA del 31 marzo 2026

Competenza – Ultrattività del tesseramento

Competenza – Ultrattività del tesseramento

Il Caso

La Procura Federale ha proposto reclamo innanzi alla Corte Federale D’appello avverso la decisione del Tribunale Federale Territoriale Alfa, che aveva declinato la propria competenza territoriale in favore di un altro tribunale federale territoriale, il Tribunale Federale Territoriale Beta. L’oggetto della controversia, pendente innanzi al Tribunale Federale Territoriale Alfa era afferente ad una segnalazione dell’ufficio safeguarding, con riferimento alla condotta e al comportamento tenuto da un calciatore.

Sul punto, il Tribunale Alfa aveva ritenuto che il calciatore, al momento del fatto, non fosse tesserato per alcuna società, e pertanto, non poteva radicarsi la competenza con riferimento alla società di appartenenza del tesserato al momento della violazione, quanto, piuttosto con riferimento al luogo di commissione dell’illecito - di competenza del Tribunale territoriale Beta - dichiarandosi pertanto incompetente.

Sul punto proponeva reclamo innanzi alla Corte d’Appello Federale, la Procura Federale.

Decisione

Il Collegio ha accolto il reclamo della Procura Federale, per i seguenti motivi:

  • all’epoca dei fatti il calciatore deferito non era tesserato per alcuna società affiliata alla Federazione Italiana Giuoco Calcio, essendo stato svincolato al termine della stagione sportiva precedente (nel corso della quale era tesserato per una società sita nel territorio di competenza del Tribunale Federale Territoriale Alfa). Inoltre, lo stesso al momento dell’evento, stava partecipando ad un evento organizzato da una società affiliata all’Ente di Promozione Sportiva ASI.
  • ai sensi dell’art. 4 del Regolamento FIFA sullo stato e trasferimento del giocatore, il giocatore rimane tesserato presso l’ultima Federazione Nazionale della società per cui ha giocato per un ulteriore periodo di 30 mesi. Ne consegue che la giurisdizione disciplinare FIGC sul giocatore, ancorché non tesserato, permane per il medesimo periodo, consentendo agli organi di giustizia della FIGC di giudicare l’episodio.
  • considerato che tale articolo fonda la permanenza della soggezione ai poteri federali anche nei confronti di un soggetto non più tesserato, lo stesso garantisce la continuità del precedente vincolo con l’ordinamento federale. Conseguentemente, la competenza territoriale deve essere individuata con riferimento all’ultima società di tesseramento del deferito e quindi al relativo Tribunale Federale Territoriale
  • la ricostruzione di cui sopra trova altresì conferma nel disposto dell’art. 53 comma 5 CGS, secondo cui la comunicazione a un non tesserato devono essere inviate all’indirizzo pec dell’ultima società di appartenenza.

Massima

La Corte ha concluso ritenendo di poter cogliere nel sistema una tendenziale ultrattività del tesseramento cessato, utile a valere in difetto di altri puntuali criteri e, nella specie, destinata a funzionare come criterio per la individuazione della competenza territoriale del giudice.”


LavoroCassazione Civile, Sez. Lav., Ordinanza, 30 marzo 2026, n. 7711

Demansionamento – dequalificazione - danno alla professionalità

Il ricorso sistematico e non marginale a mansioni inferiori viola – sul piano qualitativo – il diritto del lavoratore al rispetto della propria professionalità.

L’assegnazione a mansioni inferiori può avvenire in via del tutto accessoria e solo se viene assicurata la prevalenza delle attività pertinenti all’inquadramento.


Diritto bancarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 25 marzo 2026, n. 7134

Contrarietà al buon costume del finanziamento a impresa in stato di decozione

E’ da ritenersi contraria al buon costume, e come tale irripetibile, anche l’erogazione di somme di denaro in favore di un’impresa già in stato di decozione integrante un vero e proprio finanziamento, che consenta all’imprenditore di ritardare la dichiarazione di fallimento, incrementando l’esposizione debitoria dell’impresa, trattandosi di una condotta preordinata alla violazione delle regole di correttezza che governano le relazioni di mercato. Infatti, ai fini dell’applicazione della soluti retentio prevista dall’art. 2035 c.c., le prestazioni contrarie al buon costume non risultano essere soltanto quelle che contrastano con le regole della morale sessuale o della decenza, ma anche quelle che non rispondono ai principi e alle esigenze etiche costituenti la morale sociale, in un determinato ambiente e in un certo momento storico.


Real EstateCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 24 marzo 2026, n. 7078

Vendite speciali di immobili – Contratto di deposito fiduciario - Liquidazione e valutazione del danno

Ove il contratto di deposito fiduciario sia stipulato anche a garanzia dell’interesse del depositante/fiduciante, nel caso di inadempimento da parte del fiduciario alle obbligazioni assunte il danno risarcibile al depositante si identifica, secondo i criteri individuati dall’art. 1223 c.c., nella effettiva diminuzione del patrimonio; diminuzione data dalla differenza tra il valore attuale del patrimonio del creditore-danneggiato ed il valore che esso presenterebbe se l'obbligazione fosse stata tempestivamente ed esattamente adempiuta, da determinare sulla base di un criterio di normale prevedibilità, secondo l’apprezzamento dell’uomo di normale diligenza.

Il fatto che il depositante/fiduciante possa richiedere al beneficiato - sua controparte nel rapporto negoziale al quale il deposito fiduciario accede - la restituzione dell’importo illegittimamente consegnatogli dal fiduciario non può limitare il diritto del depositante/fiduciante al risarcimento del danno nei confronti del fiduciario alla sola ipotesi in cui il primo dimostri l’impossibilità o l’estrema difficoltà di ripetere l’importo dal beneficiato; l’obbligo di risarcire il danno in capo al fiduciario, ove accertato, si aggiunge all’obbligo restitutorio in capo al beneficiato e, fermo il diritto del depositante/fiduciante ad ottenere una sola volta l’importo complessivamente dovutogli, i rapporti tra le relative obbligazioni sono disciplinati dalle norme sulle obbligazioni solidali, ai sensi degli artt. 2055 e 1292 e ss. c.c..


Diritto fallimentareCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 23 marzo 2026, n. 6884

Liquidazione Giudiziale – ammissione al passivo (opposizione allo stato passivo)

Nel giudizio di opposizione allo stato passivo della liquidazione giudiziale, la violazione dei termini di cui all'art. 207, commi 4 e 5, C.C.I.I. per la notifica del ricorso e del decreto di fissazione di udienza integra una nullità dell'atto introduttivo sanabile ai sensi dell'art. 164 c.p.c.; in tal caso, il giudice deve fissare una nuova udienza nel rispetto dei termini legali e la tempestività delle eccezioni delle parti va valutata con riguardo a tale nuova udienza.


Real EstateCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 23 marzo 2026, n. 6964

Vendita beni immobili – esecuzione forzata - Opposizione agli atti esecutivi

In tema di esecuzione forzata immobiliare, la rettifica del decreto di trasferimento, con cui il giudice dell'esecuzione esclude dall'aggiudicazione una porzione di bene risultata non pignorata e ne dispone la restituzione al debitore, non integra un'ipotesi di evizione ai sensi dell'art. 2921 c.c., mancando il presupposto tipico della norma, costituito dall'opposizione da parte di un terzo di un diritto reale (o di una domanda giudiziale trascritta) anteriore al pignoramento e sfociata in sentenza passata in giudicato. Ne consegue che l'aggiudicatario non può giovarsi dell'azione di ripetizione del prezzo prevista da detta disposizione.


Obbligazioni e contrattiTribunale di Civitavecchia, Sentenza, 20 marzo 2026, n. 357

Distanze legali – riduzione in pristino

In tema di rapporti di vicinato e, segnatamente, di distanze legali, a fronte di un manufatto realizzato a distanza minore di quella prescritta dal codice civile, la facoltà del proprietario del fondo confinante di chiedere la riduzione in pristino, non è esclusa dal fatto che la costruzione medesima sia stata eseguita in conformità al titolo edilizio, poiché questo non incide sui rapporti tra privati.

Il titolo edilizio, quale atto ampliativo degli interessi del richiedente, può comportare effetti pregiudizievoli nei confronti dei terzi che potrebbero vedere compromessi i propri diritti e interessi legittimi.


Diritto fallimentareCassazione Civile, Sez. 1, Ordinanza, 19 marzo 2026, n. 6596

Revocatoria ordinaria esercitata dal curatore – Terzo subacquirente – Mala fede ed onere della prova

Nel caso in cui il curatore del fallimento proponga l’azione revocatoria ordinaria ex art. 66 L. fall. ed ex art. 2901 c.c. anche nei confronti del subacquirente a titolo oneroso, che abbia trascritto il proprio titolo di acquisto prima della trascrizione dell’azione revocatoria, il curatore ha l’onere di provare, in base all’art. 2901, comma 4, c.c. la consapevolezza in capo al subacquirente della lesione arrecata alla garanzia patrimoniale dei creditori dalla compravendita del proprio dante causa, essendo irrilevante accertare che le condizioni dell’azione ricorrano anche in relazione all’acquisto del subacquirente medesimo.


Diritto UECorte giustizia Unione Europea, Sez. IX, Sentenza, 19 marzo 2026, n. 679

Tutela del consumatore – clausole abusive contratti di mutuo

In tema di clausole abusive nei contratti di mutuo con i consumatori, l'art. 1, par. 1, e l'art. 7, par. 1, dir. 93/13/CEE, letti alla luce del principio di effettività e dell'art. 47 CDFUE, ostano a un'interpretazione del diritto nazionale secondo cui, ove il contratto non possa sussistere senza una clausola abusiva incidente sull'oggetto principale (nella specie, clausola di trasferimento integrale del rischio di cambio sul consumatore), il consumatore possa far valere in giudizio le conseguenze giuridiche della dichiarazione di nullità solo entro un termine di prescrizione quinquennale decorrente dalla stipula del contratto, qualora a tale data egli non fosse, né potesse ragionevolmente essere, a conoscenza del carattere abusivo della clausola e, dunque, non fosse in grado di esercitare utilmente i diritti conferiti dalla direttiva 93/13.


Obbligazioni e contrattiTribunale di Bari, Sentenza, 19 marzo 2026, n. 1802

Interpretazione testo contrattuale – Termine essenziale – Risoluzione del contratto

L’utilizzo nel testo di un contratto della locuzione “entro e non oltre” non sia di per sé idoneo a qualificare come essenziale il termine dedotto nel medesimo contratto, essendo piuttosto necessario, a tal fine, che emerga, dall’oggetto del negozio e da specifiche indicazioni delle parti, che queste abbiano inteso considerare perduta, decorso quel lasso di tempo, l’utilità economico-giuridica dell’accordo.

Il termine essenziale può essere tale in senso soggettivo (vale a dire, se le parti lo prevedono espressamente o tacitamente come tale) o in senso oggettivo (se deriva dalla natura stessa dell’obbligazione da compiere entro il termine), ossia è essenziale se, in base all’oggetto del contratto e alla complessiva interpretazione del medesimo, possa ritenersi che, dopo la scadenza, la prestazione non abbia più alcuna utilità per il creditore.


Real EstateCass. civ., Sez. II, Sentenza, 18 marzo 2026, n. 6381

Esecuzione specifica dell’obbligo di concludere il contratto definitivo di compravendita immobiliare – Liquidazione e valutazione dei danni

Quando le parti di un preliminare di vendita immobiliare hanno convenuto che il pagamento del prezzo debba essere effettuato alla stipulazione del definitivo, il requisito dell'offerta di cui all'art. 2932, comma 2, c.c. deve ritenersi soddisfatto con la proposizione della domanda di esecuzione in forma specifica dell'obbligo di contrarre, perché in essa necessariamente implicito, con la conseguenza che la sentenza produttrice degli effetti del contratto impone anche il pagamento del prezzo, quale condizione per il verificarsi dell'effetto traslativo derivante dalla pronuncia giudiziale.


Diritto condominialeCassazione Civile, Sez. II, Sentenza, 18 marzo 2026, n. 6489

Comunione e condominio – Assemblea dei condomini e deliberazioni - Nullità

La nullità della delibera condominiale, ai sensi dei principi generali e dell'art. 1421 c.c., può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse, anche da terzi estranei alla compagine condominiale, nonché dal condomino che, rispetto al bene inciso dalla delibera, versi in posizione di terzo (come il proprietario del fondo servente), senza che rilevi la coesistenza, in capo al medesimo soggetto, della distinta posizione di partecipante al condominio.