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Diritto bancarioCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 24 aprile 2026, n. 11040

Segreto bancario – Sanzioni CONSOB per abuso di informazioni privilegiate

In tema di sanzioni CONSOB per abuso di informazioni privilegiate (art. 187-bis TUF), il possesso e l'utilizzo dell'informazione privilegiata anche nell'ipotesi di c.d. insider secondario possono essere accertati in via presuntiva, mediante una valutazione unitaria di una pluralità di indizi (tempistica dei contatti, modalità e anomalia degli investimenti, rapporti professionali tra i soggetti coinvolti, caratteristiche dell'operazione e del titolo), purché dotati dei requisiti di gravità, precisione e concordanza ex art. 2729 c.c.; non è richiesto l'accertamento della fonte originaria dell'informazione, né opera, nel sistema processuale, un divieto di "doppia presunzione".


Circolazione stradaleCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 22 aprile 2026, n. 10716

Circolazione stradale – domanda di regresso impresa designata da Fondo di Garanzia per le vittime della strada

In tema di procedimento sommario di cognizione ex art. 702-bis c.p.c. proseguito nel rito ordinario, la domanda di regresso dell'impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, spiegata nei confronti dei genitori del minore responsabile del sinistro e proprietari del veicolo non assicurato, relativamente alle somme eventualmente dovute a un danneggiato, è inammissibile se proposta per la prima volta solo con la memoria ex art. 183, comma 6, n. 1, c.p.c., anziché alla prima udienza di comparizione delle parti.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 21 aprile 2026, n. 10480

Società di fatto – Società irregolare apparente

La società di fatto 'non riconoscibile' o 'occulta' – distinta dalla società irregolare apparente – ricorre quando l'attività economica formalmente svolta da un imprenditore individuale sia in realtà riferibile a un centro di imputazione collettivo, nel quale uno o più soci non spendono il nome ma partecipano al rischio d'impresa, contribuendo stabilmente al fondo comune mediante attività di gestione e/o di finanziamento; ai fini dell'estensione della liquidazione giudiziale a tali soci, rilevano in modo particolare la sistematicità delle operazioni di sostegno (quali prestazione di garanzie personali, messa a disposizione gratuita di beni strumentali e ripetuti pagamenti dei debiti aziendali con risorse proprie), che superano la mera collaborazione familiare e rivelano l'esistenza di un rapporto sociale.


Real EstateCassazione Civile, Sez. II, Sentenza, 21 aprile 2026, n. 10494

Servitù di passaggio – ampliamento coattivo di percorso pedonale in servitù carrabile

In tema di servitù di passaggio, l'ampliamento coattivo di un percorso pedonale in servitù carrabile richiede: a) la preesistenza di una servitù di passaggio sul fondo su cui realizzare l'ampliamento; b) l'assenza per il fondo dominante di uscita diretta sulla pubblica via (interclusione relativa); c) che l'ampliamento sia necessario per la coltivazione o per l'uso conveniente del fondo dominante ovvero per le esigenze abitative del fondo stesso, intese come piena accessibilità alla casa di abitazione, alla luce delle condizioni di vita nel contesto storicosociale attuale. Ai fini di tali esigenze abitative non è necessario che il proprietario o l'utilizzatore dell'immobile sia portatore di handicap o affetto da ridotta capacità motoria, fermo restando che il passaggio imposto non deve comportare un sacrificio del fondo servente superiore al beneficio arrecato al fondo dominante.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. III, Sentenza, 21 aprile 2026, n. 10620

S.a.s. – revocatoria ordinaria contro socio – valutazione dell’eventus damni

In tema di revocatoria ordinaria, quando il creditore agisce nei confronti del socio di una società in accomandita semplice per far dichiarare inefficace l'atto dispositivo da questi compiuto, la sufficienza della garanzia patrimoniale deve essere valutata con riguardo al solo patrimonio del debitore convenuto, senza tener conto del patrimonio sociale, il quale è autonomo anche nel caso in cui la società sia coobbligata in solido con i soci per il medesimo debito.


Area CivileCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 20 aprile 2026, n. 10388

“Unioni di fatto” - Donazione indiretta

Nel contesto di relazioni coniugali, ovvero di convivenze affettive che abbiano assunto carattere di “unioni di fatto”, l’attribuzione di beni immobili, o di mobili registrati, da parte di uno dei coniugi (o conviventi) in favore dell’altro, necessita, per poter essere qualificata come donazione indiretta, di una prova rigorosa - e di motivazione parimenti rigorosa - in ordine alla ricorrenza del cd. “animus donandi”.


Diritto assicurativoCassazione Civile, Sez. III, Sentenza, 20 aprile 2026, n. 10382

Polizza vita: interpretazione della clausola che attribuisce l’indennizzo agli "eredi testamentari" o agli "eredi legittimi"

“Non è sindacabile in sede di legittimità, se operato con congrua motivazione e scevro dai soli gravi vizi logici oramai rilevanti dopo la novella dell'art. 360 c.p.c., l'accertamento con cui il giudice del merito stabilisca se l’assegnazione di beni determinati configuri una successione a titolo universale o debba, invece, interpretarsi come legato, una volta che sia stato accertato, in conformità al principio enunciato dall’art. 1362 c.c., applicabile, con gli opportuni adattamenti, anche in materia testamentaria, quale sia stata l’effettiva volontà del testatore, valutando congiuntamente l’elemento letterale e quello logico ed in omaggio al canone di conservazione del testamento.


Diritto societarioCassazione Penale, Sez. II, Sentenza 17 aprile 2026, n. 16218

Cancellazione dell’ente dal Registro delle Imprese – estinzione illecito ex D.Lgs. 231/2001

In tema di responsabilità da reato degli enti, la cancellazione della società dal registro delle imprese - ai sensi dell'art. 2495, comma 2, c.c. - comporta l'estinzione dell'illecito di cui al D.Lgs. 8 situazione assimilabile alla morte dell'imputato, con conseguente annullamento senza rinvio della sentenza impugnata ex art. 35 del D.Lgs. n. 231/2001 e cessazione di ogni rapporto processuale nei confronti dell'ente.


Responsabilità civileCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 16 aprile 2026, n. 9720

Contratto di trasporto merce – Responsabilità del vettore – Liquidazione del danno risarcibile

In tema di responsabilità del vettore per perdita della merce, il danno risarcibile va liquidato, ai sensi dell'art. 1696, primo comma, c.c., secondo il prezzo corrente delle cose trasportate nel tempo e nel luogo della riconsegna, con esclusione di ulteriori criteri di liquidazione fondati sul danno emergente e sul lucro cessante del mittente o del destinatario. A tal fine, in mancanza di tariffe o listini ufficiali, il giudice può desumere il valore della merce dalle fatture emesse dal mittente nei confronti del destinatario e dalle correlate note di credito, gravate dal furto, costituendo esse idonea prova presuntiva del prezzo di mercato praticato nei normali rapporti tra imprenditori.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Sentenza, 15 aprile 2026, n. 9602

Liquidazione giudiziale – fusione per incorporazione della società

In tema di liquidazione giudiziale, la fusione per incorporazione integra una vicenda estintivo-successoria analoga a quella considerata dall'art. 10 l. fall., sicché la società incorporata, pur estinta e cancellata dal registro delle imprese, conserva la propria identità ai fini dell'assoggettabilità alla procedura concorsuale e della valida instaurazione del contraddittorio, che può essere ritualmente instaurato mediante la notifica del ricorso e del decreto di fissazione d'udienza alla società incorporata, senza necessità di notifica anche alla società incorporante; quest'ultima ha solo la facoltà di intervenire nel procedimento e di proporre i mezzi di impugnazione quali soggetto interessato.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 14 aprile 2026, n. 9492

Società a responsabilità limitata – socio in genere

In tema di impugnazione delle decisioni dei soci di S.r.l. per conflitto di interessi ex art. 2479ter, comma 2, c.c., l'attore deve allegare e provare congiuntamente: (i) l'esistenza, al momento dell'espressione del voto, di un conflitto di interessi concreto e attuale tra il socio il cui voto è stato determinante e la società; (ii) la potenzialità dannosa della deliberazione per il patrimonio sociale. La mancanza di uno solo dei due requisiti comporta, di per sé, il rigetto della domanda, restando precluso al giudice l'accertamento dell'altro requisito, che, anche se sussistente, non potrebbe da solo giustificare l'annullamento.


Diritto condominialeCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 13 aprile 2026, n. 9309

Assemblea dei condomini e deliberazioni – Supercondominio - Spese della comunione e del condominio

In tema di supercondominio, rientra nella competenza dell'assemblea dei rappresentanti ex art. 67 disp. att. c.c. l'approvazione del rendiconto e la ripartizione, in capo ai singoli condòmini dei diversi edifici, delle spese relative ai beni e ai servizi comuni all'intero complesso - ivi compreso il servizio di riscaldamento centralizzato - secondo i rispettivi valori millesimali di proprietà; ne consegue che è erronea la qualificazione come nulla, per impossibilità dell'oggetto, della delibera del supercondominio che approvi il riparto delle relative spese tra i singoli partecipanti, atteso che l'amministratore del supercondominio è legittimato ad agire direttamente nei confronti del singolo condòmino e non dell'amministratore del condominio di edificio.


Real EstateCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 8 aprile 2026, n. 8856

Condizioni sospensive negative – integrazione del prezzo di vendita

In tema di condizioni sospensive negative, qualora il venditore agisca per ottenere il pagamento dell'integrazione del prezzo deducendo l'assenza di modificazioni della destinazione urbanistica e dell'indice di edificabilità del terreno compravenduto o dell'intero comparto rilevante, incombe sull'acquirente l'onere di specifica contestazione dei fatti posti a fondamento della domanda; in difetto, tali fatti devono ritenersi pacifici ai sensi dell'art. 115, primo comma, c.p.c., senza che ciò integri applicazione del principio di non contestazione a mere valutazioni giuridiche.


Circolazione stradaleTribunale Napoli, Sez. VI, Sentenza, 07 aprile 2026, n. 5581

Circolazione stradale – Responsabilità civile – azione diretta del terzo trasportato

In tema di responsabilità civile da circolazione stradale, l’azione diretta del terzo trasportato ex art. 141 Cod. Ass. ha natura aggiuntiva rispetto alle ordinarie azioni ex artt. 144 Cod. Ass. e 2054 c.c. e consente al danneggiato di ottenere il risarcimento dall’assicuratore del veicolo vettore a prescindere dall’accertamento del concreto grado di responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti, salvo il solo caso fortuito, fermo il diritto di rivalsa dell’assicuratore del vettore nei confronti dell’impresa del responsabile civile.


Diritto sportivoFIGC – Corte Federale d’Appello – decisione 0105/CFA del 31 marzo 2026

Competenza – Ultrattività del tesseramento

Competenza – Ultrattività del tesseramento

Il Caso

La Procura Federale ha proposto reclamo innanzi alla Corte Federale D’appello avverso la decisione del Tribunale Federale Territoriale Alfa, che aveva declinato la propria competenza territoriale in favore di un altro tribunale federale territoriale, il Tribunale Federale Territoriale Beta. L’oggetto della controversia, pendente innanzi al Tribunale Federale Territoriale Alfa era afferente ad una segnalazione dell’ufficio safeguarding, con riferimento alla condotta e al comportamento tenuto da un calciatore.

Sul punto, il Tribunale Alfa aveva ritenuto che il calciatore, al momento del fatto, non fosse tesserato per alcuna società, e pertanto, non poteva radicarsi la competenza con riferimento alla società di appartenenza del tesserato al momento della violazione, quanto, piuttosto con riferimento al luogo di commissione dell’illecito - di competenza del Tribunale territoriale Beta - dichiarandosi pertanto incompetente.

Sul punto proponeva reclamo innanzi alla Corte d’Appello Federale, la Procura Federale.

Decisione

Il Collegio ha accolto il reclamo della Procura Federale, per i seguenti motivi:

  • all’epoca dei fatti il calciatore deferito non era tesserato per alcuna società affiliata alla Federazione Italiana Giuoco Calcio, essendo stato svincolato al termine della stagione sportiva precedente (nel corso della quale era tesserato per una società sita nel territorio di competenza del Tribunale Federale Territoriale Alfa). Inoltre, lo stesso al momento dell’evento, stava partecipando ad un evento organizzato da una società affiliata all’Ente di Promozione Sportiva ASI.
  • ai sensi dell’art. 4 del Regolamento FIFA sullo stato e trasferimento del giocatore, il giocatore rimane tesserato presso l’ultima Federazione Nazionale della società per cui ha giocato per un ulteriore periodo di 30 mesi. Ne consegue che la giurisdizione disciplinare FIGC sul giocatore, ancorché non tesserato, permane per il medesimo periodo, consentendo agli organi di giustizia della FIGC di giudicare l’episodio.
  • considerato che tale articolo fonda la permanenza della soggezione ai poteri federali anche nei confronti di un soggetto non più tesserato, lo stesso garantisce la continuità del precedente vincolo con l’ordinamento federale. Conseguentemente, la competenza territoriale deve essere individuata con riferimento all’ultima società di tesseramento del deferito e quindi al relativo Tribunale Federale Territoriale
  • la ricostruzione di cui sopra trova altresì conferma nel disposto dell’art. 53 comma 5 CGS, secondo cui la comunicazione a un non tesserato devono essere inviate all’indirizzo pec dell’ultima società di appartenenza.

Massima

La Corte ha concluso ritenendo di poter cogliere nel sistema una tendenziale ultrattività del tesseramento cessato, utile a valere in difetto di altri puntuali criteri e, nella specie, destinata a funzionare come criterio per la individuazione della competenza territoriale del giudice.”


Diritto bancarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 25 marzo 2026, n. 7134

Contrarietà al buon costume del finanziamento a impresa in stato di decozione

E’ da ritenersi contraria al buon costume, e come tale irripetibile, anche l’erogazione di somme di denaro in favore di un’impresa già in stato di decozione integrante un vero e proprio finanziamento, che consenta all’imprenditore di ritardare la dichiarazione di fallimento, incrementando l’esposizione debitoria dell’impresa, trattandosi di una condotta preordinata alla violazione delle regole di correttezza che governano le relazioni di mercato. Infatti, ai fini dell’applicazione della soluti retentio prevista dall’art. 2035 c.c., le prestazioni contrarie al buon costume non risultano essere soltanto quelle che contrastano con le regole della morale sessuale o della decenza, ma anche quelle che non rispondono ai principi e alle esigenze etiche costituenti la morale sociale, in un determinato ambiente e in un certo momento storico.


Real EstateCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 24 marzo 2026, n. 7078

Vendite speciali di immobili – Contratto di deposito fiduciario - Liquidazione e valutazione del danno

Ove il contratto di deposito fiduciario sia stipulato anche a garanzia dell’interesse del depositante/fiduciante, nel caso di inadempimento da parte del fiduciario alle obbligazioni assunte il danno risarcibile al depositante si identifica, secondo i criteri individuati dall’art. 1223 c.c., nella effettiva diminuzione del patrimonio; diminuzione data dalla differenza tra il valore attuale del patrimonio del creditore-danneggiato ed il valore che esso presenterebbe se l'obbligazione fosse stata tempestivamente ed esattamente adempiuta, da determinare sulla base di un criterio di normale prevedibilità, secondo l’apprezzamento dell’uomo di normale diligenza.

Il fatto che il depositante/fiduciante possa richiedere al beneficiato - sua controparte nel rapporto negoziale al quale il deposito fiduciario accede - la restituzione dell’importo illegittimamente consegnatogli dal fiduciario non può limitare il diritto del depositante/fiduciante al risarcimento del danno nei confronti del fiduciario alla sola ipotesi in cui il primo dimostri l’impossibilità o l’estrema difficoltà di ripetere l’importo dal beneficiato; l’obbligo di risarcire il danno in capo al fiduciario, ove accertato, si aggiunge all’obbligo restitutorio in capo al beneficiato e, fermo il diritto del depositante/fiduciante ad ottenere una sola volta l’importo complessivamente dovutogli, i rapporti tra le relative obbligazioni sono disciplinati dalle norme sulle obbligazioni solidali, ai sensi degli artt. 2055 e 1292 e ss. c.c..


Diritto fallimentareCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 23 marzo 2026, n. 6884

Liquidazione Giudiziale – ammissione al passivo (opposizione allo stato passivo)

Nel giudizio di opposizione allo stato passivo della liquidazione giudiziale, la violazione dei termini di cui all'art. 207, commi 4 e 5, C.C.I.I. per la notifica del ricorso e del decreto di fissazione di udienza integra una nullità dell'atto introduttivo sanabile ai sensi dell'art. 164 c.p.c.; in tal caso, il giudice deve fissare una nuova udienza nel rispetto dei termini legali e la tempestività delle eccezioni delle parti va valutata con riguardo a tale nuova udienza.


Real EstateCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 23 marzo 2026, n. 6964

Vendita beni immobili – esecuzione forzata - Opposizione agli atti esecutivi

In tema di esecuzione forzata immobiliare, la rettifica del decreto di trasferimento, con cui il giudice dell'esecuzione esclude dall'aggiudicazione una porzione di bene risultata non pignorata e ne dispone la restituzione al debitore, non integra un'ipotesi di evizione ai sensi dell'art. 2921 c.c., mancando il presupposto tipico della norma, costituito dall'opposizione da parte di un terzo di un diritto reale (o di una domanda giudiziale trascritta) anteriore al pignoramento e sfociata in sentenza passata in giudicato. Ne consegue che l'aggiudicatario non può giovarsi dell'azione di ripetizione del prezzo prevista da detta disposizione.


Obbligazioni e contrattiTribunale di Civitavecchia, Sentenza, 20 marzo 2026, n. 357

Distanze legali – riduzione in pristino

In tema di rapporti di vicinato e, segnatamente, di distanze legali, a fronte di un manufatto realizzato a distanza minore di quella prescritta dal codice civile, la facoltà del proprietario del fondo confinante di chiedere la riduzione in pristino, non è esclusa dal fatto che la costruzione medesima sia stata eseguita in conformità al titolo edilizio, poiché questo non incide sui rapporti tra privati.

Il titolo edilizio, quale atto ampliativo degli interessi del richiedente, può comportare effetti pregiudizievoli nei confronti dei terzi che potrebbero vedere compromessi i propri diritti e interessi legittimi.


Diritto fallimentareCassazione Civile, Sez. 1, Ordinanza, 19 marzo 2026, n. 6596

Revocatoria ordinaria esercitata dal curatore – Terzo subacquirente – Mala fede ed onere della prova

Nel caso in cui il curatore del fallimento proponga l’azione revocatoria ordinaria ex art. 66 L. fall. ed ex art. 2901 c.c. anche nei confronti del subacquirente a titolo oneroso, che abbia trascritto il proprio titolo di acquisto prima della trascrizione dell’azione revocatoria, il curatore ha l’onere di provare, in base all’art. 2901, comma 4, c.c. la consapevolezza in capo al subacquirente della lesione arrecata alla garanzia patrimoniale dei creditori dalla compravendita del proprio dante causa, essendo irrilevante accertare che le condizioni dell’azione ricorrano anche in relazione all’acquisto del subacquirente medesimo.


Obbligazioni e contrattiTribunale di Bari, Sentenza, 19 marzo 2026, n. 1802

Interpretazione testo contrattuale – Termine essenziale – Risoluzione del contratto

L’utilizzo nel testo di un contratto della locuzione “entro e non oltre” non sia di per sé idoneo a qualificare come essenziale il termine dedotto nel medesimo contratto, essendo piuttosto necessario, a tal fine, che emerga, dall’oggetto del negozio e da specifiche indicazioni delle parti, che queste abbiano inteso considerare perduta, decorso quel lasso di tempo, l’utilità economico-giuridica dell’accordo.

Il termine essenziale può essere tale in senso soggettivo (vale a dire, se le parti lo prevedono espressamente o tacitamente come tale) o in senso oggettivo (se deriva dalla natura stessa dell’obbligazione da compiere entro il termine), ossia è essenziale se, in base all’oggetto del contratto e alla complessiva interpretazione del medesimo, possa ritenersi che, dopo la scadenza, la prestazione non abbia più alcuna utilità per il creditore.


Real EstateCass. civ., Sez. II, Sentenza, 18 marzo 2026, n. 6381

Esecuzione specifica dell’obbligo di concludere il contratto definitivo di compravendita immobiliare – Liquidazione e valutazione dei danni

Quando le parti di un preliminare di vendita immobiliare hanno convenuto che il pagamento del prezzo debba essere effettuato alla stipulazione del definitivo, il requisito dell'offerta di cui all'art. 2932, comma 2, c.c. deve ritenersi soddisfatto con la proposizione della domanda di esecuzione in forma specifica dell'obbligo di contrarre, perché in essa necessariamente implicito, con la conseguenza che la sentenza produttrice degli effetti del contratto impone anche il pagamento del prezzo, quale condizione per il verificarsi dell'effetto traslativo derivante dalla pronuncia giudiziale.


Diritto condominialeCassazione Civile, Sez. II, Sentenza, 18 marzo 2026, n. 6489

Comunione e condominio – Assemblea dei condomini e deliberazioni - Nullità

La nullità della delibera condominiale, ai sensi dei principi generali e dell'art. 1421 c.c., può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse, anche da terzi estranei alla compagine condominiale, nonché dal condomino che, rispetto al bene inciso dalla delibera, versi in posizione di terzo (come il proprietario del fondo servente), senza che rilevi la coesistenza, in capo al medesimo soggetto, della distinta posizione di partecipante al condominio.