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Global Gender Gap Report 2026

Vent'anni di misurazioni

Pubblicato il 8 ottobre 2026
Illustrazione Copertina Global Gender Gap Report 2026

Nel 2026 il mondo ha colmato il 69,2% del divario di genere: il valore più alto mai registrato, ma a questo ritmo la piena parità arriverà solo tra 120 anni.

È la fotografia scattata dalla 20ª edizione del Global Gender Gap Report, pubblicata dal World Economic Forum (WEF) il 16 settembre 2026.

Il rapporto confronta 145 economie e misura, per ciascuna, quanto le donne siano vicine agli uomini in quattro ambiti: lavoro e opportunità economiche, istruzione, salute e potere politico. Il punteggio va da 0 a 100%, dove 100% significa parità piena. Non misura quindi il benessere di un Paese, ma la distanza tra donne e uomini al suo interno.

Rispetto al 2025 il divario si è ridotto di 0,4 punti percentuali. Sulle 97 economie monitorate in tutte e venti le edizioni, il punteggio è salito dal 64,2% del 2006 al 69,4% di oggi: +5,2 punti in due decenni. Circa due Paesi su tre migliorano, ma il 36% arretra, segno che i progressi non sono né automatici né irreversibili.

Scuola e salute quasi in pari, lavoro e politica molto indietro

Il divario non è uniforme. Istruzione e salute sono ormai vicine alla parità; lavoro e politica restano i veri colli di bottiglia, e da soli spiegano gran parte del ritardo complessivo.

DimensioneDivario colmato 2025Divario colmato 2026VariazioneAnni stimati alla parità
Istruzione95,30%96,90%+1,6 pp8
Salute e sopravvivenza96,10%96,20%+0,1 ppn.d. (stabile dal 2006)
Partecipazione e opportunità economiche61,30%61,70%+0,4 pp129
Empowerment politico22,50%22,10%−0,4 pp194
Indice complessivo68,80%69,20%+0,4 pp120

Fonte: elaborazione su dati World Economic Forum, Global Gender Gap Report 2026, sezioni "Performance by subindex" e "Progress over time".

Quanto all'ambito lavoro, il rapporto riporta che le donne sono ben rappresentate tra professioniste e tecniche (parità al 73,7%), ma molto meno ai vertici: tra dirigenti, alti funzionari e legislatori la parità si ferma al 41,7%. Il reddito stimato delle donne equivale al 54,9% di quello maschile.

Venendo alla politica, il rapporto precisa che è l'unica dimensione in calo nell'ultimo anno. A livello mondiale le donne raggiungono il 32% di parità nei parlamenti e il 23,7% nei governi; 64 Paesi su 145 non hanno avuto una capa di Stato negli ultimi 50 anni.

Uno sguardo globale: chi guida e chi insegue

L'Islanda è prima per il 17° anno consecutivo, unico Paese ad aver superato il 90%. Nella top 10 entrano sette economie europee; la Namibia sale al 4° posto e l'Australia debutta all'8°. In fondo alla classifica si trovano Ciad (57,8%), Iran (58,5%) e Pakistan (59,5%).

«Non c'è barriera, serratura o bullone che tu possa imporre alla libertà della mia mente.» — Virginia Woolf

Pos.PaeseDivario colmato 2026
1Islanda93,00%
2Finlandia87,20%
3Norvegia85,70%
4Namibia84,50%
5Regno Unito84,20%
6Nuova Zelanda82,80%
7Svezia82,30%
8Australia81,90%
9Germania81,70%
10Irlanda81,40%

Fonte: World Economic Forum, Global Gender Gap Report 2026, sezione "Global results".

Lo sguardo per aree geografiche mostra che chi parte avanti non è sempre chi corre più veloce. L'Europa torna in testa, ma l'America Latina, grazie a una crescita costante, è la regione che raggiungerà prima la parità.

RegioneDivario colmato 2026Anni stimati alla parità
Europa75,70%70
Nord America75,20%108
America Latina e Caraibi74,50%60
Asia orientale e Pacifico70,30%144
Asia centrale70,00%202
Africa subsahariana68,80%102
Asia meridionale64,50%149
Medio Oriente e Nord Africa62,50%182

Fonte: World Economic Forum, Global Gender Gap Report 2026, sezione "Performance by region".

Il reddito conta, ma non decide tutto: i Paesi ad alto reddito chiudono in media il 74,5% del divario, quelli a basso reddito il 65,8%. Eppure la Namibia, a reddito medio-basso, supera il 95% delle economie ricche.

Italia 83ª, con il nodo del lavoro

L'Italia sale dall'85° all'83° posto su 145 economie, con il 70,8% del divario colmato (era il 70,4% nel 2025). Resta però tra le ultime in Europa e lontana dalla top 50. Il lieve miglioramento si deve soprattutto alla politica; sul lavoro, invece, il Paese perde altre quattro posizioni.

Non possiamo non evidenziare il paradosso italiano: le donne studiano più degli uomini, ma lavorano e guadagnano meno. Nell'istruzione terziaria il tasso di iscrizione femminile supera quello maschile di circa 26 punti; nella partecipazione al lavoro le donne sono invece 17 punti sotto.

In sintesi, il capitale umano femminile c'è ed è qualificato: è il mercato del lavoro a non valorizzarlo.

Le nuove frontiere: leadership e intelligenza artificiale

La novità più preoccupante del rapporto riguarda i vertici: i progressi delle donne nella leadership sono fermi per il quarto anno consecutivo. Con il ritmo degli anni fino al 2020 la parità ai vertici sarebbe arrivata in 50 anni; al ritmo attuale ne servono 90.

Indicatore (dati LinkedIn Economic Graph)DonneUomini
Quota di lavoratori a livello di ingresso46%54%
Quota nel C-suite (alta dirigenza)23%77%
Quota tra i CEO19%81%
Pausa di carriera per la cura dei figli a tempo pieno26,50%6,00%
Nuove assunzioni in ruoli di IA (Stati Uniti)26%74%
Founder con competenze di IA dichiarate9%15%

Fonte: World Economic Forum, Global Gender Gap Report 2026, cap. 2

Il quadro è chiaro: le donne entrano nel mercato del lavoro quasi alla pari, ma la loro presenza si dimezza salendo verso i vertici. Inoltre, rappresentano il 57% dei lavoratori nelle professioni più esposte all'IA generativa, mentre restano sottorappresentate proprio nei ruoli che l'IA la progettano.

In conclusione

Vent'anni di dati dimostrano che il divario si può chiudere: istruzione e salute ne sono la prova. La sfida dei prossimi anni si gioca su lavoro, leadership e nuove tecnologie, dove i progressi rallentano o arretrano. Per l'Italia il messaggio è netto: la risorsa femminile è già formata; servono politiche e scelte aziendali che la portino nel mercato del lavoro e ai livelli decisionali.