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Certificazione UNI/PdR 192:2026: sgravio contributivo e contributi per le imprese che investono nella conciliazione vita-lavoro

È stato firmato il decreto attuativo che rende operativo l'esonero contributivo per le aziende con politiche di welfare a sostegno di maternità, genitorialità e carichi di cura.

Pubblicato il 22 settembre 2026
Donna vista di spalle, capelli raccolti in uno chignon, osserva righe di codice sullo schermo di un computer

L'agevolazione è riservata alle imprese in possesso della nuova certificazione UNI/PdR 192:2026 e replica il modello già adottato per la parità di genere.

Un'ulteriore occasione concreta di risparmio, ma anche di posizionamento reputazionale.

L'esonero è pari all'1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 50.000 euro. Vale per tutto il periodo di validità della certificazione, non oltre il 31 dicembre 2028. Le risorse sono limitate (7 milioni per il 2026 e 12 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028) e gestite dall'INPS, che potrà ridurre proporzionalmente il beneficio se le domande superano i fondi. Le istruzioni operative arriveranno con apposite indicazioni dell'Istituto.

La UNI/PdR 192:2026 misura le politiche aziendali su sette aree

  1. Organizzazione del lavoro e flessibilità: percentuale di addetti con flessibilità oraria, lavoro agile e part-time reversibile.
  2. Supporto alla maternità: programmi sanitari integrativi, politiche di supporto al rientro e valorizzazione delle competenze maturate durante l'assenza.
  3. Supporto alla genitorialità: percentuale di utilizzo dei congedi di paternità e parentali, integrazione dell'indennità economica e programmi di back to work.
  4. Supporto agli impegni di cura: flessibilità, permessi e congedi aggiuntivi per caregiver, oltre ad accesso facilitato a consulenze e convenzioni per l'assistenza domiciliare.
  5. Salute e benessere: piani di assistenza sanitaria integrativa, campagne di screening, supporto psicologico e iniziative sportive o culturali per il tempo libero.
  6. Sostegno economico e servizi per le famiglie: welfare aziendale con budget dedicato alla famiglia, educazione finanziaria e previdenza complementare con contributo aziendale.
  7. Sviluppo professionale e carriera: tasso di retention post-congedo, formazione e sviluppo professionale al rientro da assenze prolungate.

Servono un punteggio minimo del 50% per micro e piccole imprese (fino a 49 dipendenti) e del 60% per le medie e grandi.

La certificazione dura tre anni, con audit di monitoraggio a 12 e 24 mesi. È integrabile con la UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere.

I contributi per arrivarci

Il bando Unioncamere, con 7,5 milioni di euro (60% riservato alle PMI), finanzia: voucher fino a € 2.459,01 (IVA esclusa) per assistenza tecnica e accompagnamento; contributi fino a € 12.000 (IVA esclusa) per i servizi degli organismi di certificazione accreditati.

Le domande si presentano a sportello, in ordine cronologico, dalle ore 10:00 del 21 settembre 2026 fino al 31 marzo 2027, salvo esaurimento anticipato dei fondi. Con risorse limitate e regole a esaurimento, muoversi presto fa la differenza.

Il nostro studio affianca le imprese nel percorso verso la certificazione, dalla verifica iniziale dei requisiti alla richiesta dei contributi

  • valutare a che punto siete rispetto alle soglie di punteggio e agli indicatori richiesti;
  • definire politiche, obiettivi e misure da mettere in campo;
  • impostare il monitoraggio e prepararvi agli audit;
  • predisporre la domanda per il bando e per lo sgravio contributivo.

Contattateci per una prima analisi e per un preventivo