
Prassi
Tassazione delle borse di studio in favore di figli dei dipendenti
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 231 del 2024, semplifica gli adempimenti burocratici sia per i datori di lavoro sia per i dipendenti, rendendo più agevole l’applicazione del beneficio

Foto di Tima Miroshnichenko
Con la risposta n. 231/2024 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le borse di studio assegnate ai figli dei dipendenti per meriti scolastici o accademici sono esenti da tassazione, anche se non viene richiesta documentazione che comprovi l’utilizzo delle somme o il raggiungimento dei livelli di eccellenza richiesti.
Ai sensi dell’Art. 51, comma 2, lett. f-bis) del TUIR non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità o a categorie di dipendenti per finalità educative e formative dei familiari (inclusi borse di studio, ludoteche, centri estivi/invernali); le modalità di erogazione possono essere dirette, tramite terzi o come rimborso di spese già sostenute, purché il datore di lavoro acquisisca documentazione che comprovi l’utilizzo delle somme per finalità coerenti.
Per le borse di studio, non è necessario che i dipendenti forniscano documentazione sull’utilizzo delle somme ricevute, perché il requisito per l'erogazione è già basato sul raggiungimento di risultati accademici eccellenti, che presuppongono implicitamente l’uso corretto delle somme.
Le somme erogate come borse di studio troveranno comunque esposizione nella Certificazione Unica 2024, ma senza impatti sul reddito imponibile.
Da ciò discende che
- per i Servizi educativi generici (mensa, asili, ludoteche): richiedono documentazione dell’utilizzo per l’esenzione fiscale.
- Per le Borse di studio: non necessitano di alcuna documentazione aggiuntiva, dato il vincolo legato al merito scolastico o accademico.

