Vai al contenuto principale
Indietro

Un richiamo può essere legittimo anche in caso di accertata violazione di un obbligo accessorio contrattuale

Pubblicato il 7 ottobre 2026
Sala con pannelli di legno, poltrone blu con braccioli in file e un tavolo con microfoni su panno scuro

Il Tribunale del Lavoro di Colonia ha deciso su un caso particolare: può l'esercizio del diritto di difesa del lavoratore giustificare una menzogna riportata nel verbale?

La risposta è: no. Anzi, una menzogna messa a verbale giustifica un nuovo licenziamento.

In linea di principio, il datore di lavoro non può fondare un nuovo licenziamento sugli stessi motivi già addotti in un precedente procedimento di tutela contro il licenziamento per giustificare un licenziamento precedente. Ciò vale in particolare se il ricorso è stato accolto e i motivi sono stati esaminati nel merito in quel primo procedimento di tutela contro il licenziamento. Il datore di lavoro può quindi procedere a un ulteriore licenziamento solo se fa valere motivi diversi, ovvero se la situazione di fatto è sostanzialmente mutata e sussiste quindi una nuova causa di licenziamento. Una menzogna dichiarata dal lavoratore a verbale nel primo processo di tutela contro il licenziamento può costituire, in tal senso, una nuova causa di licenziamento.