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Diritto fallimentareCassazione Civile, Sez. I, 30 ottobre 2023, n. 30054

Fallimento - Ammissione allo stato passivo – Art. 2467 cc – Nozione di finanziamento e relativo ambito

In tema di fallimento, ai fini dell’ammissione allo stato passivo, nella nozione di finanziamento dei soci a favore della società di cui all’articolo 2467 c.c., rientra ogni atto che comporti un'attribuzione patrimoniale accompagnata dall'obbligo della sua futura restituzione, senza che rilevino la misura della partecipazione sociale e l'eventuale proposizione di azioni giudiziarie volte a recuperare il credito.


Diritto assicurativoGarante Privacy, provvedimento 26.10.2023

Assicurazione sulla vita – possibilità per gli eredi di conoscere i beneficiari

Con provvedimento del 26 ottobre 2023, il Garante per la protezione dei dati chiarisce che gli eredi o i chiamati alla eredità possono presentare alle assicurazioni istanza di accesso ai dati personali del terzo beneficiario di una polizza a lui intestata da parte del defunto/de cuius (ovviamente in vita) al fine di conoscerne l’identità, purché dimostrino due requisiti: un titolo/qualità/legittimità successoria e di avere pendente una causa ovvero di stare per instaurarla giudizialmente.


Diritto bancarioCorte di Cassazione, Prima Presidenza 26.10.2023, Pres. Est. Cassano

Sovraindebitamento - Privilegio processuale fondiario - Liquidazione controllata - Applicabilità - Ammissibilità del rinvio – Rinvio pregiudiziale

Sussistono i presupposti per il rinvio pregiudiziale alla prima Sezione Civile della Corte di Cassazione per l’affermazione del principio di diritto in punto di applicabilità o meno del privilegio processuale del creditore fondiario nella liquidazione controllata dei soggetti sovraindebitati.


Diritto condominialeCorte di Cassazione Civile Sez. II, 24/10/2023, n.29511

Responsabilità Amministratore Condominio – violazione regolamento condominio

L'amministratore condominiale non è responsabile, in via solidale con i singoli condomini, della violazione del regolamento comunale concernente l'irregolare conferimento dei rifiuti all'interno dei contenitori destinati alla raccolta differenziata collocati all'interno di luoghi di proprietà condominiale, potendo egli essere chiamato a rispondere verso terzi esclusivamente per gli atti propri, omissivi e commissivi, non potendosi fondare tale responsabilità neanche sul disposto di cui all'articolo 6, della legge 689/1981, avendo egli la mera gestione dei beni comuni, ma non anche la relativa disponibilità in senso materiale.


Diritto condominialeCassazione Civile Sez. II, 24 ottobre 2023, n. 29427

I condomini non fanno un uso corretto dei contenitori per la raccolta differenziata? L’amministratore non è responsabile in solido con i singoli condomini

La vicenda origina dalla sanzione amministrativa irrogata dal Comune di Roma all’amministratore di un condominio, per la violazione del regolamento per la gestione dei rifiuti urbani, nel quale è espressamente previsto l’obbligo dell'amministratore del condominio di custodire, mantenere e utilizzare correttamente i contenitori assegnati con le corrette modalità e in luoghi idonei o in ambienti a ciò destinati.

In particolare, gli ispettori avevano verificato l'erroneo inserimento nei bidoni dei rifiuti differenziati.

La Corte di Cassazione ha avuto modo di precisare, richiamando un proprio precedente, che l'amministratore condominiale non è responsabile, in via solidale con i singoli condomini, della violazione del regolamento comunale concernente l'irregolare conferimento dei rifiuti all'interno dei contenitori destinati alla raccolta differenziata, collocati all'interno di luoghi di proprietà condominiale.

L’amministratore, infatti, può essere chiamato a rispondere verso terzi esclusivamente per gli atti propri, omissivi e commissivi.

Tale solidarietà non può essere fondata neppure sull’art. 6 della L. 689/1981 (che disciplina la solidarietà in caso di illecito amministrativo), dato che l’amministratore ha la mera gestione dei beni comuni, ma non anche la relativa disponibilità in senso materiale.

All’esito la Suprema Corte, disapplicando il regolamento comunale del Comune di Roma nella parte in cui sanziona il mancato rispetto dell’amministratore di condominio agli obblighi di custodire, mantenere e utilizzare correttamente i contenitori dei rifiuti, ha cassato la sentenza impugnata e annullato le determinazioni dirigenziali opposte.


LavoroCorte di Cassazione, ordinanza 23 ottobre 2023 n. 29337

Il rifiuto del full time giustifica il licenziamento se il part time è diventato inutile per l’azienda

La dipendente amministrativa di un’impresa era stata licenziata a seguito del suo rifiuto a trasformare il proprio orario di lavoro da part time a tempo pieno. In sede di impugnazione giudiziaria del licenziamento, la lavoratrice aveva, tra l’altro, invocato la norma di legge secondo la quale il rifiuto del full time o del part time non costituisce giustificato motivo oggettivo di licenziamento. La Cassazione ribadisce al riguardo che il rifiuto della modifica dell’orario di lavoro non giustifica, di per sé, il licenziamento per g.m.o., ma solo se associato all’inutilizzabilità del part time per l’impresa, a fronte di un incremento stabile dell’attività o di una nuova organizzazione aziendale; ricordando pertanto il doppio onere probatorio che grava in proposito sul datore di lavoro: l’effettività delle ragioni addotte per l’incremento dell’orario lavorativo e l’inutilizzabilità della prestazione con l’orario precedente, oltre naturalmente all’assenza di alternative organizzative al licenziamento.


Diritto fallimentareTribunale Ivrea, 20 ottobre 2023. Est. Petronzi.

Liquidazione controllata ed esecuzione pendente – operatività o meno del privilegio fondiario ex art. 41 TUB

L’azione esecutiva individuale promossa dal creditore fondiario diviene improseguibile a seguito dell’apertura della liquidazione controllata. La deroga di cui all’art. 41, comma 2 TUB si applica solo al fallimento, oggi liquidazione giudiziale, non anche alla liquidazione controllata.


Diritto condominialeCassazione Civile Sez. II, 19 ottobre 2023, n. 29070

Immobile pignorato sito in condominio: in assemblea può votare il proprietario esecutato, salvo che il giudice dell'esecuzione non abbia previsto diversamente

La Suprema Corte è stata chiamata a decidere chi, in caso di pignoramento di un immobile sito in un edificio condominiale, debba presenziare e votare alle assemblee condominiali: il proprietario/debitore esecutato oppure il custode nominato dal giudice.

Secondo la Corte di Cassazione il debitore esecutato conserva la legittimazione a partecipare all’assemblea e a votare per la quota millesimale posseduta, fino a quando non viene emesso il decreto di trasferimento della proprietà in favore dell’aggiudicatario.

In caso di nomina, ad opera del giudice dell’esecuzione, di un custode del bene pignorato, quest’ultimo, salvo diversa istruzione operativa, non potrà presenziare alle assemblee condominiali, non essendo tale attività inclusa tra i compiti dell’ausiliario.


LavoroCassazione Civile Sez. Lav., 19 ottobre 2023, n.29101

Se viene accertato lo straining e non il mobbing la domanda di risarcimento del danno deve essere comunque accolta

Lo straining rappresenta una forma attenuata di mobbing perché priva della continuità delle vessazioni ma sempre riconducibile all'art. 2087 c.c., sicché se viene accertato lo straining e non il mobbing la domanda di risarcimento del danno deve essere comunque accolta.


Diritto bancario

Tribunale di Milano - Vademecum per il giudice del monitorio sulle clausole abusive nei contratti consumeristici alla luce della sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite 4979/2023 e allegato modello di decreto ingiuntivo

Sulla scia della nuova sentenza della Corte di Cassazione sul controllo da effettuare in sede di provvedimenti

verso il consumatore, il Presidente del Tribunale di Milano ha comunicato l’adozione di un vademecum da seguire in sede di richiesta e successiva emissione del provvedimento di ingiunzione auspicando poi il confronto con l’Avvocatura.

Il documento contiene sostanzialmente delle linee guida atte ad individuare:

  • l’ambito soggettivo del Resistente a cui si indirizza la nuova disciplina e il conseguente controllo;
  • la competenza territoriale del Giudice adito
  • la verifica di vessatorietà su clausole specifiche e conseguenti oneri assertivi del Ricorrente
  • Le clausole abusive più frequentemente rilevate

Viene altresì allegato un modello di decreto come indicazione per i Giudici emesso a carico di un consumatore, che è stato integrato secondo le indicazioni della sentenza della Corte di Cassazione n. 9479 del 6.04.2023 e altresì con quanto previsto dall’art. 17 Reg. n. 805/2004 in materia di titolo esecutivo europeo.

L’utilizzazione di tali modelli – o comunque di modelli dai quali risulti espressamente il controllo già eseguito dal giudice in sede di rilascio del decreto ingiuntivo – consentirebbe di rendere più agevole l’attività da svolgersi da parte del giudice dell’esecuzione ed anche del giudice dell’opposizione ex art. 650 c.p.c., interessato in caso di mancato esame preventivo della presenza di clausole abusive.


Risarcimento danniCassazione Civile Sez. III, 11/10/2023, n.28410

Responsabilità derivante da circolazione dei veicoli: il limite del massimale va riferito alla tabella vigente al momento in cui il danno si è verificato

In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, nella fattispecie disciplinata dagli artt. 19 e 21 della l. n. 990 del 1969, il diritto del danneggiato al risarcimento nasce, per volontà di legge, limitato, con la conseguenza che il relativo limite del massimale, entro il quale è tenuta la compagnia designata, non rappresentando un mero elemento impeditivo od estintivo, ma valendo, per l'appunto, a configurare ed a delimitare normativamente il suddetto diritto, è rilevabile, anche d'ufficio, dal giudice e deve essere riferito alla tabella vigente al momento in cui il danno si è verificato.


Diritto fallimentareTribunale Salerno, 10/10/2023

Composizione negoziata – Misure protettive – Negoziazione assegno post-datato

La tipicità delle misure protettive, così come la verifica della sussistenza dei presupposti per la conferma delle stesse, comportano un attento esame del Giudice designato e le stesse potranno essere concesse ovvero negate a seconda che siano previste dalla normativa e che rispondano alla ratio sottesa alla loro stessa concessione.


Risarcimento danniCorte di Cassazione Civile, Sez. III – Ordinanza 9 ottobre 2023 n. 28244

Danno patrimoniale e non patrimoniale da viaggio ferroviario con gravissimo ritardo e in pessime condizioni – Libertà di autodeterminazione e di movimento

In caso di viaggio ferroviario con gravissimo ritardo e in pessime condizioni, spetta al passeggero il risarcimento, per inadempimento contrattuale, dei danni non patrimoniali derivanti dalla lesione - purché seria, grave e tale da non tradursi in meri disagi, fastidi, disappunti, ansie e generiche insoddisfazioni - delle libertà costituzionali di autodeterminazione e di movimento, senza che la specifica previsione normativa di un indennizzo correlato alla cancellazione o all'interruzione o al ritardo del servizio ferroviario valga di per sé ad escludere la risarcibilità di ulteriori pregiudizi subiti dal viaggiatore. Nella fattispecie, la S.C. ha confermato le decisioni di merito che avevano riconosciuto il danno non patrimoniale subito dalla passeggera del treno regionale Roma Termini-Cassino, sia per il ritardo di quasi 24 ore nell'arrivo a destinazione, sia per l'omissione di ogni adeguata assistenza ai viaggiatori.


Diritto condominialeCassazione Civile Sez. II, 09/10/2023, n.28253

Azione verso il Condominio per il risarcimento dei danni derivanti dalle condizioni di degrado del lastrico solare a uso esclusivo da parte del singolo condomino

Il titolare di una unità immobiliare compresa in un edificio condominiale può esperire azione risarcitoria contro il condominio, in base all'art. 2051 c.c., per i danni derivanti dalle condizioni di degrado di un lastrico solare di uso esclusivo, ancorché tali difetti siano imputabili già all'originario venditore, unico proprietario pro indiviso dell'edificio, e siano stati oggetto di transazione con i condomini acquirenti al momento della costituzione del condominio, con esclusione della garanzia contrattuale ai sensi dell'art. 1490 c.c., comma 2, in quanto il condominio non subentra quale successore a titolo particolare nella responsabilità posta a carico del venditore, ma assume dal momento della sua costituzione l'obbligo, quale custode dei beni e dei servizi comuni, di adottare tutte le misure necessarie affinché tali cose non rechino pregiudizio ad alcuno.


Risarcimento danniCassazione Civile Sez. III, 06/10/2023, n.28200

L'indennità prevista dalla Convenzione di Montreal in caso di perdita totale del bagaglio ricomprende anche il danno non patrimoniale

L'art. 22 della Convenzione di Montreal ha lo scopo di stabilire una limitazione della responsabilità del vettore aereo. In caso di perdita totale del bagaglio registrato, il risarcimento del danno ricomprende tutte le voci di danno rivendicate dal passeggero (e, dunque, non soltanto il danno patrimoniale derivante dai beni perduti e dal costo per l'acquisto dei nuovi beni necessari, ma anche il danno non patrimoniale). Il passeggero deve fornire un elenco dei beni contenuti all'interno del bagaglio soltanto nel caso in cui voglia ottenere un risarcimento maggiore di quello consentito dalla Convenzione.


Diritto bancarioCassazione Civile Sez. III, 06/10/2023, n.28141

Nozione di credito nell'azione revocatoria ordinaria, tutela dei creditori, finalità di conservazione della garanzia generica sul patrimonio del debitore

In tema di azione revocatoria ordinaria, l'art. 2901 c.c. accoglie una nozione lata di credito, comprensiva della ragione o aspettativa, con conseguente irrilevanza della certezza del fondamento dei relativi fatti costitutivi, coerentemente con la funzione propria dell'azione, la quale non persegue scopi specificamente restitutori, bensì mira a conservare la garanzia generica sul patrimonio del debitore in favore di tutti i creditori, compresi quelli meramente eventuali.


Diritto bancarioCorte appello Roma Sez. I, 05/10/2023, n. 6367

Sui termini entro i quali il cliente può richiedere alla Banca la documentazione del proprio conto corrente

In materia di conto corrente bancario, la determinazione del correntista circa il momento - precedente all'instaurazione della causa da avverso l'istituto di credito (con le eventuali conseguenze sull'istanza ex art. 210 cod. proc. civ. se avanzata, ricorrendone i presupposti, nello stesso procedimento) o in pendenza della medesima - in cui esercitare la facoltà di richiedere all'istituto di credito la consegna di documentazione di cui all'art. 119, co. 4, D.lgs. 385/1993, deve tenere conto, necessariamente, al fine del successivo, tempestivo deposito di siffatta documentazione, non solo del termine (di 90 giorni) cui ha diritto la banca per dare seguito alla ricevuta richiesta, di quello stabilito, per le preclusioni istruttorie, con le relative conseguenze qualora questo non venga osservato, fatta salva, tuttavia, in questo ultimo caso, la possibilità di valutare-caso per caso- se il comportamento del correntista possa considerarsi meritevole di tutela attraverso l'istituto della rimessione in termini.


Risarcimento danniTribunale Milano Sez. I, 04/10/2023, n.7659

Il commercialista deve ricevere tutte le informazioni utili al corretto svolgimento dell'incarico

Per principio generale, nel caso di inadempimento del professionista cui il contribuente affidi l'incarico di curare gli adempimenti fiscali, il danno risarcibile è rappresentato dai maggiori oneri che il contribuente è costretto a sostenere nei confronti dell'erario a causa dell'errore commesso dal tributarista. Ciò, tuttavia, fermo restando che il professionista deve essere posto a conoscenza della completa situazione, non potendosi onerare il professionista di un'attività di indagine eccessiva ed ulteriore rispetto alla richiesta rivolta al cliente di fornire tutte le informazioni rilevanti ai fini della esecuzione della prestazione pattuita.


Real EstateTribunale Novara Sez. I, sentenza n. 633 del 04 ottobre 2023

Il Giudice non può accogliere la domanda di scioglimento della comunione avente ad oggetto un immobile abusivo e quindi incommerciabile

Il Tribunale di Novara, ponendosi nel soldo dell’orientamento giurisprudenziale oramai consolidato, ha respinto la domanda di scioglimento della comunione gravante un immobile, che presentava una difformità rilevante e non sanabile e, in particolare, la trasformazione di una terrazza in superficie residenziale con conseguente aumento della volumetria dell'immobile.

A fronte di tale difformità l’immobile non risultava commerciabile e, dunque, non divisibile stante quanto disposto dall’art. 29, comma 1-bis della legge n. 52/1985, a norma del quale gli atti pubblici e le scritture private autenticate tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati già esistenti devono contenere, a pena di nullità, la dichiarazione della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie.

Tale norma, secondo il Tribunale di Novara, è applicabile anche alle divisioni giudiziali, dato che i provvedimenti giudiziali sono da annoverarsi tra gli atti pubblici e perché, diversamente, la norma potrebbe essere facilmente elusa, consentendo alle parti di pervenire, attraverso una simulata controversia da portare in giudizio, al risultato vietato dal legislatore.


Diritto fallimentareOrdinanza del 03 ottobre 2023 del Tribunale Civile di Brescia

Ordinanza del 03 ottobre 2023 del Tribunale Civile di Brescia

Opera il privilegio processuale di cui all’art. 41 comma 2 TUB a fronte dell’apertura della liquidazione controllata di cui agli artt. 269 ss. CCII del debitore esecutato? La parola alla Corte di Cassazione

Il Tribunale di Brescia ha disposto il rinvio pregiudiziale alla Corte di Cassazione affinché venga chiarito se sia o meno opponibile il privilegio processuale previsto dall’art. 41 comma 2 TUB in favore del creditore fondiario, in caso di apertura della liquidazione controllata prevista dal CCII a carico del debitore esecutato.

L’anzidetta disposizione normativa consente al creditore fondiario di iniziare o proseguire l’azione esecutiva sui beni ipotecati a garanzia del credito fondiario di proprietà del debitore anche dopo la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale.

Il dettato normativo, però, non prevede espressamente tale privilegio processuale per le altre procedure concorsuali di cui al CCII, tra cui la liquidazione controllata.

Da qui, la difficoltà interpretativa delle disposizioni di legge.

Ad oggi, data anche la novità del dettato normativo, non vi sono precedenti in termini e la questione è ampiamente dibattuta in dottrina, ove si rinvengono posizioni contrapposte che rispecchiano l’attuale panorama della giurisprudenza di merito.

La questione è certamente di grande interesse ed attualità, considerate le importanti conseguenze che proietta sull’accertamento dei crediti, il riparto endoconcorsuale dei loro titolari, nonché la disciplina delle interferenze tra le procedure esecutive e quelle concorsuali.

Si attende ora la pronuncia della Prima Sezione della Suprema Corte, chiamata ad enunciare il principio di diritto sul punto.


Risarcimento danniCassazione Civile Sez. III, 03/10/2023, n.27892

Il credito da risarcimento del danno da sinistro stradale può essere ceduto

Il credito da risarcimento del danno da sinistro stradale è suscettibile di cessione ai sensi degli artt. 1260 c.c. e ss., e il cessionario può, in base a tale titolo, domandarne anche giudizialmente il pagamento al debitore ceduto, pur se assicuratore per la r.c.a., costituendo la cessione non già un'operazione di finanziamento, bensì il mero mezzo di pagamento da parte del cedente della prestazione professionale di carrozziere, anche quando il cessionario assume vesti consortili.


Real EstateTribunale di Torino Sez. III civile, 02 ottobre 2023 n. 3756

L’appaltatore inadempiente deve restituire al condominio l’importo pari al 10% del bonus facciata al 90%

Il contenzioso riguarda un contratto di appalto con il quale il condominio aveva incaricato una ditta di eseguire opere con il “bonus facciata al 90%”, con sconto in fattura e detrazione fiscale.

A seguito della stipula del contratto il condominio versava una somma pari al 10% del valore dell'importo dei lavori alla ditta appaltatrice, la quale, però, nonostante i solleciti e le diffide ad adempiere, non eseguiva le opere.

Il condominio, quindi, aveva formalizzato il recesso dal contratto di appalto e chiesto la restituzione della somma versata.

Il Tribunale di Torino, adito dal condominio, ha ritenuto legittimo il recesso del condominio e condannato la ditta appaltatrice a restituire gli importi versati.