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Provvigioni

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Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza, 20 gennaio 2026, n. 1251

Agenzia – onere della prova

In tema di contratto di agenzia, l'onere della prova dei fatti costitutivi del diritto alla provvigione, gravante sull'agente, non può ritenersi soddisfatto per la sola circostanza che il preponente non abbia adempiuto agli obblighi informativi su di lui incombenti in forza dell'art. 1749 c.c., essendo questi ultimi pur sempre preordinati a consentire all'agente di assolvere al suddetto onere, anche, se del caso, in sede giudiziale, attraverso un ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c..


Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, ordinanza, 20 gennaio 2026, n. 1226

Contratto di agenzia – risarcimento dei danni per insoluto del cliente - esclusione

Il patto che pone il rischio dell'insoluto del cliente a carico dell'agente è nullo perché in frode alla legge, anche nel caso in cui sia pattuito in favore dell’Agente un compenso superiore.

La Cassazione ha ricordato che la legge vieta esplicitamente gli accordi che prevedono una responsabilità generalizzata dell'agente per le obbligazioni assunte dai clienti, in quanto l'agente deve essere responsabile per il proprio operato ma non per l'inadempimento dei terzi.


Cassazione, Sez. Lav., Sentenza, 25 settembre 2025, n.26190

Agente di commercio – storno di provvigioni - limiti

Nel rapporto di agenzia, lo storno delle provvigioni corrisposte in misura superiore a quella pattuita fra agente e preponente, è legittimo se gli storni sono connessi alla mancata esecuzione del contratto fra preponente e cliente, ma non sono mentre non è possibile se il contratto tra preponente e terzo non ha avuto esecuzione per cause imputabili al preponente.


Cassazione Civile Sez. II, 31 marzo 2023, n.9064

L'onere della prova dei fatti costitutivi del diritto alla provvigione non è soddisfatto dal fatto che il preponente non ha adempiuto agli obblighi informativi

In tema di contratto di agenzia, l'onere della prova dei fatti costitutivi del diritto alla provvigione, gravante sull'agente, non può ritenersi soddisfatto per la sola circostanza che il preponente non abbia adempiuto agli obblighi informativi su di lui incombenti in forza dell'art. 1749 c.c., essendo questi ultimi pur sempre preordinati a consentire all'agente di assolvere al suddetto onere (anche, se del caso, in sede giudiziale, attraverso un ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c.).

Poiché il diritto dell’agente alla provvigione scaturisce dagli affari conclusi per il tramite dell’agente, è necessari che questi indichi, con elementi sufficienti a consentire l’identificazione, i contratti che assume siano stati conclusi per suo tramite. Tale prova non può nemmeno essere assolta con la mera produzione degli ordini accolti.