Vai al contenuto principale
Indietro

Gen Z, la parità divide più di quanto unisca

Pubblicato il 11 marzo 2026
Due giovani schiena contro schiena su sfondo rosa, con occhiali da sole e berretti rosa, lo sguardo in direzioni opposte

Secondo studi pubblicati tra 2025 e 2026 da Ipsos e King's College London, sta emergendo una frattura netta proprio all’interno della Gen Z: quella tra giovani uomini e giovani donne.

Da un lato le giovani donne, sempre più schierate su posizioni progressiste, attente ai diritti e all’uguaglianza.

Dall’altro lato i giovani uomini che sembrano muoversi nella direzione opposta.

I numeri sono difficili da ignorare:

  • quasi un giovane uomo su tre ritiene che una moglie debba obbedire al marito.
  • circa il 60% dei giovani uomini pensa che la parità di genere sia “andata troppo oltre”, arrivando a discriminare gli uomini
  • il 24% ritiene che le donne non debbano essere troppo indipendenti

Non è quindi una opinione isolata, ma è una percezione diffusa.

Com’è possibile che i figli di una cultura più paritaria stiano riscoprendo modelli che sembravano superati?

Le ragioni sono varie.

La precarietà economica, certamente, alimenta un meccanismo noto: nei momenti di incertezza, l’“altro” diventa facilmente un bersaglio.

Le nuove aspettative sociali, più complesse e meno definite, espongono i giovani a una pressione continua: il timore di deludere — se stessi, gli altri, un ruolo che non è più chiaro — diventa un fattore di tensione; mentre le giovani donne vedono nuove prospettive, rafforzano richieste di equità, autonomia e rappresentanza.

I social media giocano certamente un ruolo decisivo, amplificando modelli e narrazioni molto diversi: da un lato contenuti progressisti, dall’altro influencer che rilanciano visioni tradizionali — se non apertamente reazionarie — della mascolinità.

Non è ancora chiaro se siamo di fronte ad un ritorno al passato o ad una dinamica nuova da gestire.

Quel che è certo è che, in un momento così complesso, è fondamentale continuare a lavorare sui principi dell’Agenda 2030: l’idea di fondo resta quella di costruire società più eque, senza lasciare nessuno indietro.

Leave no one behind