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Tutte le sentenze

Lavoro

Cassazione, Sezione Lavoro, ordinanza, 23 febbraio 2026, n. 4077

Licenziamento orale – onere della prova

Il lavoratore che impugni il licenziamento allegandone l’intimazione senza l’osservanza della forma scritta ha l’onere di provare, quale fatto costitutivo della domanda, che la risoluzione del rapporto è ascrivibile alla volontà datoriale, seppure manifestata con comportamenti concludenti e non è sufficiente che il dipendente provi di aver cessato di svolgere la propria attività.


Corte d’Appello di Roma, Sezione Lavoro, sentenza, 13 novembre 2025, n. 3778

Accomodamenti ragioni individuati in accordo sindacale - possibilità

Il lavoratore non più idoneo alle proprie mansioni non può pretendere che la società adotti degli accomodamenti ulteriori rispetto a quelli previsti in un accordo sindacale siglato sul punto (nel caso di specie un dipendente, collocazione in aspettativa retribuita al 50%, era risultata inidonea a tutte le mansioni che un apposito accordo sindacale aziendale aveva individuato come assegnabili ai lavoratori definitivamente non idonei divenuto inidoneo alle mansioni contestava la sua.


Corte Costituzionale, sentenza, 23 dicembre 2025, n. 197

Illegittimo non includere il convivente di fatto tra i soggetti che possono fruire del congedo straordinario per l'assistenza prestata al disabile anche anteriormente al 2022

Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001, nella formulazione antecedente alla riforma del 2022: rimosso l’ostacolo che escludeva il convivente di fatto dalla fruizione del congedo straordinario per l’assistenza a disabili gravi.

Contratto di agenzia

Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza, 20 gennaio 2026, n. 1253

Agenzia e procacciamento di affari - differenze

La esclusione del carattere della stabilità fa venire meno qualunque possibilità di configurare il contratto concluso fra le parti in termini di agenzia in senso tecnico-giuridico; caratteri distintivi del contratto di agenzia sono proprio l'obbligo dell'agente di svolgere attività continuativa e stabile per promuovere, nell'ambito di una determinata sfera territoriale, la conclusione di contratti per conto del preponente, realizzando in tal modo con quest'ultimo una collaborazione professionale autonoma non episodica, con risultato a proprio rischio, e con l'obbligo naturale di osservare, oltre alle norme di correttezza e di lealtà, le istruzioni ricevute dal preponente medesimo; il procacciamento di affari, invece, consiste nella più limitata attività di chi, solo di propria iniziativa, senza vincolo di stabilità ed in via del tutto episodica, raccoglie occasionalmente le ordinazioni dei clienti, trasmettendole all'imprenditore da cui ha ricevuto l'incarico di procurare tali commissioni.

Provvigioni

Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza, 20 gennaio 2026, n. 1251

Agenzia – onere della prova

In tema di contratto di agenzia, l'onere della prova dei fatti costitutivi del diritto alla provvigione, gravante sull'agente, non può ritenersi soddisfatto per la sola circostanza che il preponente non abbia adempiuto agli obblighi informativi su di lui incombenti in forza dell'art. 1749 c.c., essendo questi ultimi pur sempre preordinati a consentire all'agente di assolvere al suddetto onere, anche, se del caso, in sede giudiziale, attraverso un ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c..

Diritto societario

Cassazione Civile Sez. II, sentenza 26 febbraio 2026, n. 4376

Patto di famiglia: centralità dello scopo di passaggio generazionale d'impresa, partecipazione di tutti i legittimari, obbligo di liquidazione dei non assegnatari e necessità dell'atto pubblico

In tema di patto di famiglia, ai sensi dell'art. 768-bis c.c., la qualificazione di un accordo come tale richiede che se ne verifichi lo scopo concreto, diretto ad assicurare un passaggio generazionale dell'impresa stabile e anticipato, mediante il trasferimento, anche solo parziale, dell'azienda o delle partecipazioni societarie a uno o più discendenti, con la partecipazione al contratto del coniuge e di tutti coloro che, se in quel momento si aprisse la successione, sarebbero legittimari, nonché con l'obbligo per gli assegnatari di liquidare, anche in natura e salvo rinuncia, la quota spettante ai non assegnatari secondo i criteri degli artt. 536 ss. c.c.; a tal fine non è ostativo né che i discendenti fossero già soci delle società interessate, né che l'operazione riguardi solo una parte dell'azienda o delle partecipazioni, dovendo il giudice di merito soffermarsi sull'assetto complessivo perseguito dalle parti e sulla funzione di continuità dell'impresa, con conseguente necessità, ove si accerti la natura di patto successorio, della forma dell'atto pubblico a pena di nullità

Diritto fallimentare

Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza 26 febbraio 2026, n. 4346

Contratto di locazione ad uso abitativo – fallimento del locatore e subentro del curatore – autorizzazione del G.D. per rinnovo della locazione alla seconda scadenza quadriennale

In caso di fallimento del locatore e di subentro del curatore, ex art. 80, primo comma, L.F., nel contratto di locazione immobiliare soggetto al regime vincolistico di cui alla legge n. 431 del 1998, ai fini della rinnovazione della locazione alla seconda scadenza quadriennale, è necessaria l’autorizzazione del Giudice delegato, secondo il principio generale di cui all’art. 560 c.p.c., in difetto determinandosi l’estinzione del rapporto.

La comunicazione di disdetta da parte del curatore, anche se effettuata in ritardo, e quindi dopo il termine di sei mesi anteriore alla seconda scadenza, non è conseguentemente necessaria, costituendo mero atto ricognitivo degli effetti già propri della suddetta previsione normativa.

Diritto bancario

Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 4 febbraio 2026, n. 2358

Contratto di IRS e sottostante contratto di mutuo

La sussistenza della correlazione tra il contratto di IRS e il sottostante contratto di mutuo va verificata alla luce del piano di ammortamento. Qualora il piano di ammortamento sia agli atti del giudizio, non è accoglibile l'eccezione di mancanza di correlazione tra IRS e mutuo.

Real Estate

Cassazione Civile, Sez. II, Sentenza, 25 febbraio 2026, n. 4301

Contratto preliminare – Caparra confirmatoria – Declaratoria di risoluzione giudiziale per inadempimento

In tema di caparra confirmatoria, la domanda con cui la parte non inadempiente, che abbia corrisposto la caparra, chieda, oltre alla risoluzione del contratto, la condanna della controparte al pagamento del doppio della caparra versata e il ristoro degli ulteriori danni asseritamente patiti, ovvero la parte che l'abbia incassata chieda, ad integrazione dell'invocata risoluzione, l'accertamento del diritto a ritenerla, oltre alla riparazione dell'ulteriore nocumento patito, deve essere qualificata come declaratoria di risoluzione giudiziale per inadempimento, soggetta alla relativa disciplina generale

Diritto condominiale

Cassazione Civile, Sez. II, Sentenza, 18 febbraio 2026, n. 3720

Assemblea dei condomini e deliberazioni - interpretazione delle delibere assembleari

In tema di interpretazione delle delibere dell'assemblea condominiale, ove esprimano una volontà negoziale, devono essere applicati i canoni ermeneutici stabiliti dagli artt. 1362 e ss. c.c., privilegiando l'elemento letterale e, se necessario, gli altri criteri interpretativi sussidiari. Il sindacato di legittimità può verificare solo l'osservanza degli stessi e non l'interpretazione alternativa proposta dalla parte.

Risarcimento danni

Cassazione Civile, Sentenza, 22 febbraio 2026, n. 3919

Responsabilità civile in ambito di prestazione medica – polizza assicurativa

Non è l’assicuratore a dover provare l’ignoranza, ma è l’assicurato a dover provare (in alternativa all’immediato avviso) la conoscenza dell’aggravamento del rischio in capo all’assicuratore.

Secondo la Suprema Corte, infatti, se non v’è dubbio che gravi sull’assicuratore l’onere di provare (e, prim’ancora, di dedurre) i fatti a sostegno dell’eccepito aggravamento del rischio e la loro incidenza sul rischio assicurato; ma è altrettanto indubbio che gravi sull’assicurato l’onere di provare di aver immediatamente comunicato all’assicuratore l’aggravamento verificatosi (ovvero la conoscenza dell’aggravamento in capo all’assicuratore) e l’inutile decorso del termine di cui all’art. 1898, comma 2, c.c..


Cassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 4 febbraio 2026, n. 2363

Circolazione stradale – colpa

Ai sensi degli artt. 182, comma 4, cod. strada e dell'art. 377, comma 2, del suo regolamento di esecuzione, il ciclista che impegni un attraversamento pedonale è tenuto a condurre a mano, e non in sella, il velocipede, a meno che detto attraversamento non sia situato allo sbocco di un percorso promiscuo pedonale e ciclabile, dovendo, comunque, anche in questo caso, condurre il veicolo a mano allorché, per le condizioni della circolazione, la sua andatura risulti di intralcio o di pericolo per i pedoni.


Tribunale Napoli, Sez. VIII, Sentenza, 14 gennaio 2026, n. 565

Responsabilità civile– danni da cose in custodia

La responsabilità per danni causati da cose in custodia non presuppone necessariamente un'azione negligente del custode (configurandosi come responsabilità oggettiva che può essere esclusa solo mediante la prova del caso fortuito), avendo l'attore l'onere di provare l'esistenza del rapporto eziologico tra la cosa e l'evento lesivo, nonché il rapporto di custodia.

Eventi causati dalla condotta imprudente del danneggiato possono interrompere il nesso causale tra la cosa e il danno, escludendo la responsabilità del custode, potendo quest’ultimo liberarsi dimostrando che l'evento è stato imprevedibile e inevitabile (perciò configurante il caso fortuito), anche a causa della condotta del danneggiato.


Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 26 dicembre 2025, n. 34217

Diritti della personalità – Responsabilità civile - Illecito trattamento dei dati personali

In tema di protezione dei dati personali, l'annotazione della deindicizzazione prevista dall'art. 64-ter, commi 1 e 3, disp. att. cod. proc. pen., "ai sensi e nei limiti dell'articolo 17 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016", apposta su uno dei provvedimenti indicati, non determina una presunzione assoluta di fondatezza dell'istanza così da precludere al destinatario di quella misura qualsiasi potere valutativo. Ne consegue che i medesimi soggetti che già anteriormente all'entrata in vigore di detta norma si occupavano di vagliare le corrispondenti domande - ovverosia, ognuno con le proprie prerogative, il gestore del motore di ricerca oppure l'autorità amministrativa preposta o, infine, l'autorità giudiziaria - continuano ad operare nello stesso modo anche nel vigore del nuovo assetto prescrittivo, bilanciando nel concreto la tutela da apprestare al soggetto interessato all'oblio ed i diritti all'informazione, di cronaca e connessi.

Obbligazioni e contratti

Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 26 febbraio 2026, n. 4386

Interpretazione del contratto – prestazione d’opera intellettuale

In materia di prestazione d'opera intellettuale, l'interpretazione del contratto e la verifica dell'adempimento devono fondarsi sul confronto tra l'obbligazione assunta e la prestazione effettivamente resa, tenendo conto del contenuto della lettera di incarico professionale. L'omessa considerazione del contenuto dell'incarico rappresenta violazione dei criteri legali di ermeneutica contrattuale e vizio di motivazione.


Cassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 13 febbraio 2026, n. 3230

Contratti originari – condizioni risolutive di diritti immobiliari

Le condizioni risolutive di diritti immobiliari, contenute in contratti originari e non annotate nei registri immobiliari, non sono opponibili agli aventi causa dai contraenti originari, qualora dette condizioni non siano evidenti nei titoli di acquisto trascritti.

Diritto assicurativo

Cassazione Civile, Sez. III, Sentenza, 26 febbraio 2026, n. 4321

Assicurazione della responsabilità civile – surrogazione assicuratore sociale estero

La surrogazione dell'assicuratore sociale estero nei diritti dell'assicurato, ai sensi dell'art. 1916 cod. civ., può estendersi al danno patrimoniale causato dal terzo responsabile, includendo spese mediche e indennità di malattia. La surrogazione non può eccedere l'effettivo danno causato e va liquidata secondo le norme del diritto interno applicabile al fatto illecito.