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Diritto condominialeCorte d'Appello Napoli, Sez. IV, Sentenza, 31 luglio 2025, n. 4008

Condominio – art. 1102 c.c., diritto di ciascun comproprietario ma divieto di alterazione della cosa comune o di compromissione del diritto al pari uso degli atri condomini

Ciascun comproprietario ha diritto di trarre dalla cosa comune anche un'utilità più intensa o diversa da quella ricavata dagli altri comproprietari, apportandovi opportune modificazioni, purché non alteri la destinazione della cosa comune o comprometta il diritto al pari uso degli altri comunisti, secondo quanto previsto dall'art. 1102 c.c..


Diritto bancarioCorte d'Appello Napoli, Sez. VI, Sentenza, 30 luglio 2025, n. 4026

Contratto di mutuo fondiario – validità del calcolo interessi nel piano di ammortamento “alla francese”

Il piano di ammortamento "alla francese" non implica, per definizione, alcun fenomeno di capitalizzazione degli interessi, essendo calcolati unicamente sulla quota capitale via via decrescente. Pertanto, tale metodo non viola il divieto di anatocismo previsto dall’art. 1283 c.c.


Diritto assicurativoCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 30 luglio 2025, n. 21901

Circolazione stradale – assicurazione della responsabilità civile – valutazione della condotta colposa delle parti coinvolte nel sinistro

La valutazione della concreta condotta colposa delle parti coinvolte nel sinistro e la conseguente ripartizione dell'apporto causale rispettivamente dato rientrano nella competenza del giudice di merito e restano sottratte al sindacato di legittimità, qualora il ragionamento posto a base delle conclusioni sia caratterizzato da completezza, correttezza e coerenza dal punto di vista logico-giuridico.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 21 luglio 2025, n. 20415

Separazione o divorzio – validità degli accordi regolanti i rapporti patrimoniali tra coniugi se considerati contratti atipici con condizione sospensiva lecita

Gli accordi tra coniugi che regolano i loro rapporti patrimoniali in caso di separazione o divorzio sono validi se considerati meri contratti atipici con condizione sospensiva lecita, espressione dell'autonomia negoziale delle parti, diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela ai sensi dell'art. 1322, comma 2, c.c.


Area CivileTribunale di Catanzaro, Sezione 2 Civile, Sentenza 17 luglio 2025, n. 1620

Separazione coniugi - Mutuo cointestato – Chat WhatsApp quale prova scritta atipica dell'accollo interno

Il Tribunale afferma che la chat WhatsApp, pur informale, risponde ai requisiti della libertà negoziale e della reciprocità, facendo valere il principio di “prova scritta atipica” fondato sulla buona fede e sull’affidabilità del dato informatico. Essendo il patto intercorso via WhatsApp, non disconosciuto dal marito né dai figli, sentiti in udienza, la chat è stata equiparata dal Tribunale a una confessione stragiudiziale e ammessa in giudizio come prova documentale, ex art. 2722 c.c., non essendo il suddetto patto in contrasto “con l’esigenza di protezione dei minori o comunque dei soggetti più deboli”.

Nel caso specifico, due ex coniugi avevano regolato – attraverso una chat WhatsApp – la gestione economica post-separazione: l’ex marito si impegnava a sostenere il pagamento del mutuo familiare, mentre l’ex moglie dichiarava di rinunciare all’assegno di mantenimento.


Diritto bancarioTribunale di Lucca, Sentenza n. 511 del 17 luglio 2025

Contratto di mutuo a tasso variabile – Anatocismo

Deve ritenersi – in linea di principio – esclusa, anche per i mutui a tasso variabile, la generazione di effetti anatocistici, e per tali contratti deve anche escludersi qualsiasi violazione della normativa in tema di trasparenza laddove il contratto di mutuo sia corredato dal piano di ammortamento recante tutte le condizioni economiche del rapporto, inclusa la ripartizione, per ciascuna rata, del versamento da operarsi in conto interessi dalla quota da versare a titolo di rimborso del capitale.

Secondo il Tribunale, nel caso di specie, si è in presenza di anatocismo, “poiché sebbene non sia possibile dimostrare la presenza dell’anatocismo nella singola rata, lo stesso è peraltro presente nel complesso del mutuo. Ogni rata, poiché l’interesse è variabile, fa infatti diventare variabile anche la quota capitale del mutuo”.


Diritto fallimentareCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 17 luglio 2025, n. 19844

Concordato preventivo – revoca ex art. 173 L.Fall

In tema di concordato preventivo, costituiscono fatti idonei a consentire la revoca prevista dall'art. 173 L.Fall. i fatti accertati dal Commissario giudiziale; in tale categoria rientrano non solo quelli scoperti, perché prima del tutto ignoti nella loro materialità, ma anche quelli non adeguatamente e compiutamente esposti nella proposta concordataria e nei suoi allegati, che siano potenzialmente idonei a pregiudicare il cd. consenso informato sulle reali prospettive di soddisfacimento, per come prospettate nella proposta concordataria, dovendo il Giudice verificare, quale garante della regolarità della procedura, che siano forniti ai creditori tutti gli elementi necessari per una corretta valutazione della sua convenienza. Le Sezioni Unite della Suprema Corte (v. sentenza n. 1521/2013), relativamente ai connotati di natura negoziale riscontrabili nella disciplina dell'istituto rilevano come, non escludono "evidenti manifestazioni di riflessi pubblicistici, suggeriti dall'avvertita esigenza di tener conto anche degli interessi di soggetti ipoteticamente non aderenti alla proposta, ma comunque esposti agli effetti di una sua non condivisa approvazione, ed attuati mediante la fissazione di una serie di regole processuali inderogabili, finalizzate alla corretta formazione dell'accordo tra debitore e creditori, nonché con il potenziamento dei margini di intervento del giudice in chiave di garanzia"


Real EstateCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 16 luglio 2025, n. 19680

Vendite speciali di immobili (contratto preliminare di compravendita) – risoluzione del contratto per inadempimento – valutazione delle prove

L'interpretazione del contratto può essere sindacata in sede di legittimità solo nel caso di violazione delle regole legali di ermeneutica contrattuale, la quale non può dirsi esistente sul semplice rilievo che il giudice di merito abbia scelto una piuttosto che un'altra tra le molteplici interpretazioni del testo negoziale, sicché, quando di una clausola siano possibili due o più interpretazioni, non è consentito alla parte, che aveva proposto l'interpretazione disattesa dal giudice, dolersi in sede di legittimità del fatto che ne sia stata privilegiata un'altra. D'altro canto, l'art. 1362 cod. civ., allorché nel comma 1, prescrive all'interprete di indagare quale sia stata la comune intenzione delle parti senza limitarsi al senso letterale delle parole, non svaluta l'elemento letterale del contratto ma, al contrario, intende ribadire che, qualora la lettera della convenzione, per le espressioni usate, riveli con chiarezza ed univocità la volontà dei contraenti e non vi sia divergenza tra la lettera e lo spirito della convenzione, una diversa interpretazione non è ammissibile.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 15 luglio 2025, n. 19435

Cessione del credito – obbligo di informazione – segnalazione di inesistenza del credito ceduto

Il debitore ceduto, reso edotto della cessione del credito, non è tenuto al risarcimento dei danni subiti dal cessionario per la mancata segnalazione dell'inesistenza del credito ceduto, non configurandosi un obbligo di informazione che aggravi la sua posizione, né una violazione del principio di correttezza e buona fede.


Diritto bancarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 15 luglio 2025, n. 19600

Revocazione delle sentenze di legittimità – presupposti – contitolarità di conto corrente bancario

In tema di revocazione delle sentenze della Suprema Corte di Cassazione, configurabile solo nelle ipotesi in cui essa sia giudice del fatto ed incorra in errore meramente percettivo, non può ritenersi inficiata da errore di fatto la sentenza della quale si censuri la valutazione di uno dei motivi del ricorso ritenendo che sia stata espressa senza considerare le argomentazioni contenute nell'atto d'impugnazione, perché in tal caso è dedotta un'errata considerazione e interpretazione dell'oggetto di ricorso. La Suprema Corte rileva come, nel caso concreto, la suddetta "mancata prospettazione della dimensione endofamiliare", configura una doglianza tendente a criticare la valutazione di un motivo del ricorso per cassazione fondata sull'omesso esame delle ragioni espresse dall'impugnazione.


Real EstateCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 14 luglio 2025, n. 19334

Contratto preliminare di bene immobile – requisiti per la validità – non necessaria l’indicazione completa di tutti gli elementi del futuro contratto

Nel contratto preliminare di vendita di bene immobile, l'indicazione del bene può essere anche incompleta e mancare dei dati catastali e degli altri elementi distintivi del bene, purché il bene sia determinato o determinabile, anche per relationem. Ai fini della validità del preliminare non è necessaria l'indicazione completa di tutti gli elementi del futuro contratto, ma è sufficiente l'accordo delle parti sugli elementi essenziali.


Diritto fallimentareTribunale di Locri, Sentenza, 12 luglio 2025, n. 14/2025, Est. Cardona

Concordato minore – Professionista sovraindebitato – Requisiti dimensionali ex art. 77 CCII –“Cram down” fiscale e previdenziale ex art. 80, comma 3, CCII

Il professionista sovraindebitato, in quanto soggetto non imprenditore, può accedere al concordato minore senza essere assoggettato ai requisiti dimensionali previsti dall’art. 77 CCII, potendo proporre un piano in continuità fondato sui redditi futuri derivanti dall’attività professionale. Nella valutazione di fattibilità del piano, deve essere garantito al debitore e al suo nucleo familiare un sostentamento minimo vitale, quale espressione del diritto ad una vita dignitosa. È ammissibile l’omologazione del concordato minore nonostante il dissenso dell’amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali, qualora la proposta risulti più conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria, ai sensi dell’art. 80, comma 3, CCII.


Responsabilità civileCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 7 luglio 2025, n. 18405

Difformità e vizi dell’opera – rovina e difetti di cose immobili – qualificazione della responsabilità (responsabilità professionale)

La disciplina prevista dall'art. 1669 c.c., relativa alla rovina e difetti di cose immobili, ha natura extracontrattuale e può essere fatta valere dal committente nei confronti di chiunque abbia contribuito alla realizzazione dell'opera, inclusi progettista e direttore dei lavori. Tuttavia, tale responsabilità si configura come responsabilità professionale, regolata dalle norme del contratto d'opera professionale e non dal codice civile in materia di appalto.


Diritto assicurativoCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 7 luglio 2025, n. 18399

Circolazione stradale – accertamento della dinamica del sinistro (con costituzione in giudizio della Compagnia assicurativa)

L'accertamento della dinamica del sinistro non è discutibile in sede di legittimità, per cui ogni ulteriore contestazione sul punto si risolve nel tentativo di sollecitare un diverso e non consentito esame del merito, dal momento che lo stabilire quale sia stata la dinamica di un sinistro stradale; il valutare se alcuno dei conducenti abbia vinto la presunzione posta a suo carico dall'art. 2054, secondo comma, c.c. e il graduare le colpe dei corresponsabili sono altrettanti accertamenti di fatto riservati al giudice di merito.


Diritto fallimentareCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 3 luglio 2025, n. 18020

Domanda di ammissione al passivo del credito vantato dal professionista per il compenso maturato – requisiti a corredo della domanda; giudizio di verifica da parte del curatore del fallimento

Nel giudizio di verifica conseguente alla domanda di ammissione al passivo del credito vantato dal professionista per il compenso maturato, il curatore del fallimento della società committente può sollevare l'eccezione d'inadempimento della prestazione professionale, contestando la non corretta o incompleta esecuzione della stessa. Il diritto del professionista al compenso richiede che la prestazione sia eseguita con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico e tutte le circostanze del caso. La gravità dell'inadempimento non deve necessariamente essere tale da giustificare la risoluzione del contratto, ma deve comunque permettere il legittimo rifiuto del pagamento del compenso in caso di adempimento solo inesatto.


Diritto condominialeTribunale Monza, Sez. II, Sentenza, 1 luglio 2025, n. 1355

Condominio – Assemblea dei condomini e deliberazioni –ripartizione delle spese straordinarie

In materia condominiale, le delibere relative alla ripartizione delle spese straordinarie che violano i criteri stabiliti dalla legge o dal regolamento sono da considerarsi annullabili e non nulle, pertanto vanno impugnate entro il termine di decadenza previsto dall'art. 1137 c.c.