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Diritto fallimentareCorte di Cassazione, Ordinanza 5 maggio 2026 n. 12715

Revocatoria fallimentare per le retribuzioni - esclusione

Avendo accertato il pregresso pagamento dell’associazione poi fallita a un dipendente di retribuzioni arretrate, il curatore del fallimento aveva in proposito promosso l’azione revocatoria, nonostante che la legge fallimentare esonerasse dalla stessa “… i pagamenti di corrispettivi per prestazioni di lavoro effettuate da dipendenti … del fallito”, sostenendo che l’esenzione riguardi unicamente i corrispettivi erogati in relazione di contestualità con le prestazioni, essendo la ratio della norma la tutela della continuità aziendale. La Cassazione respinge l’interpretazione riduttiva, alla luce del tenore letterale della norma, che non contiene limitazioni del tipo indicato e della sua ratio, volta a tutelare il diritto del lavoratore alla retribuzione nell’ampia dimensione indicata dall’art. 36 Cost., rispetto alla quale resta irrilevante il momento dell’effettiva corresponsione della stessa.


Diritto societarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 05 maggio 2026, n. 12783

Contraffazione ed usurpazione del marchio

In tema di marchi, il principio unionale della "preclusione per coesistenza" (Corte di giustizia UE, 22 settembre 2011, C-482/09, Budweiser), fondato sul venir meno del rischio di confusione in concreto a seguito di uso simultaneo, protratto e leale di segni identici o simili, è applicabile anche quando l'uso riguardi non solo singoli segni, ma il "cuore" distintivo comune di una pluralità di marchi seriali, costituenti una "famiglia di marchi"; la pacifica coesistenza, protratta per decenni, di due famiglie di marchi accomunate dal medesimo elemento centrale può dunque escludere il pericolo di confusione ai sensi dell'art. 12, comma 1, lett. d), D.Lgs. n. 30/2005, anche nel giudizio amministrativo di opposizione alla registrazione.


LavoroCorte di Cassazione, Sezione Lavoro, ordinanza, 5 maggio 2026, n. 12547

Lavoratore disabile – non idoneità alla mansione - demansionamento – presupposti e limiti

Quando un lavoratore sia dichiarato non idoneo allo svolgimento di alcune mansioni per motivi di salute, il datore di lavoro non può procedere automaticamente al demansionamento del dipendente, ma è tenuto prioritariamente a verificare la possibilità di assegnarlo a mansioni equivalenti e compatibili con le limitazioni accertate. Solo laddove tale ricollocazione risulti concretamente impossibile – circostanza che deve essere dimostrata dall’azienda – è consentita l’assegnazione a mansioni inferiori.


Real EstateTribunale di Velletri, Sentenza, 4 maggio 2026, n. 1157

Azione di responsabilità per rovina e difetti di cose immobile – legittimazione attiva e passiva

L’azione ex art. 1669 c.c. (rovina e difetti di cose immobili) può essere esercitata, non solo, dal committente contro l’appaltatore, ma anche dall’acquirente contro il venditore che abbia costruito l’immobile sotto la propria responsabilità, allorché lo stesso venditore abbia assunto una posizione di diretta responsabilità nella costruzione dell’opera nei confronti dei terzi e degli stessi acquirenti e sempre che si tratti di difetti gravi che pregiudichino in modo grave il godimento o la funzionalità dell’immobile. Grava sul venditore l’onere della prova di non avere esercitato alcun potere di direttiva o di controllo sull’impresa appaltatrice, in tal modo superando la presunzione di addebitabilità dell’evento dannoso.


Diritto condominialeCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 04 maggio 2026, n. 12588

Parti comuni dell’edificio – sottotetti, soffitte e lastrici solari

I sottotetti, le soffitte e i lastrici solari sovrastanti le unità immobiliari, ove non risulti da valido titolo una diversa attribuzione esclusiva e non sia dimostrata una loro peculiare destinazione strumentale a servizio di una sola porzione, sono soggetti alla presunzione di comunione condominiale ex art. 1117 c.c., sicché non è sufficiente, per escluderne la natura comune, la mera menzione negli atti di acquisto dell'esistenza di una soffitta sovrastante l'unità, né il successivo accatastamento a favore del singolo.