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Responsabilità civileCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 30 giugno 2026, n. 22368

Risarcimento del danno da illegittima segnalazione alla Centrale Rischi – onere della prova

In tema di risarcimento del danno da illegittima segnalazione alla Centrale Rischi, il danno – sia patrimoniale sia non patrimoniale – non è in re ipsa, ma deve essere allegato e provato dal danneggiato; tuttavia, esso può essere dimostrato anche per presunzioni, potendo desumersi, tra l'altro, dalla vicinanza temporale tra la segnalazione a sofferenza e il diniego o la mancata concessione di finanziamenti richiesti, quali indizi del peggioramento dell'affidabilità creditizia e della maggiore difficoltà di accesso al credito.


Diritto assicurativoCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 29 giugno 2026, n. 22300

Assicurazione contro i danni – polizza condominiale

In tema di assicurazione contro i danni, qualora la polizza preveda una categoria generale di rischi indennizzabili (es. "danni da acqua") e l'assicuratore opponga una clausola di delimitazione del rischio che esclude, come "rischio non compreso", specifiche ipotesi (es. danni da usura o vetustà), tale clausola integra un fatto impeditivo del diritto all'indennizzo e costituisce oggetto di eccezione in senso stretto, non rilevabile d'ufficio. Ne consegue che l'assicuratore, che se ne avvalga, è gravato del duplice onere di provare sia l'esistenza e il contenuto della clausola, sia il concreto ricorrere dei presupposti per la sua operatività, potendo l'assicurato limitarsi a dimostrare il titolo (polizza) recante la generale previsione di copertura del rischio.


Risarcimento danniCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 23 giugno 2026, n. 21289

Risarcimento del danno ex art. 2043 c.c. – spese sostenute dal danneggiato per attività legale stragiudiziale

In tema di risarcimento del danno da fatto illecito ex art. 2043 c.c., le spese sostenute dal danneggiato per attività legale stragiudiziale (nella specie, per diffide e assistenza in un procedimento amministrativo attivato a tutela del proprio fondo, esposto al pericolo di caduta di grondaie fatiscenti del vicino) costituiscono danno patrimoniale risarcibile, ove risultino necessarie, congrue e causalmente ricollegate alla condotta colposa del responsabile, non potendo essere considerate spese superflue ai sensi dell'art. 1227, comma 2, c.c.


Diritto assicurativoCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 11 giugno 2026, n. 19283

Assicurazione contro i danni – clausola “valore a nuovo”

In tema di assicurazione contro i danni, la clausola di "valore a nuovo" contenuta in una polizza furto autoveicoli non integra una "polizza stimata" ai sensi dell'art. 1908 c.c., poiché non comporta una stima negoziale e vincolante del valore del bene al momento della conclusione del contratto, ma costituisce uno strumento di determinazione oggettiva dell'indennizzo, che resta soggetto al principio indennitario e ai limiti del valore assicurato.


Risarcimento danniCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 10 giugno 2026, n. 18836

Onere della prova e nesso di causalità – Risarcimento dei danni

Nel giudizio di risarcimento danni promosso dai congiunti di militare deceduto per patologia asseritamente riconducibile all’esposizione ad uranio impoverito durante missioni all’estero, il nesso di causalità materiale tra attività di servizio e malattia costituisce elemento costitutivo dell’illecito e grava sempre sugli attori, anche ove la responsabilità sia inquadrata negli artt. 2087 o 2050 c.c.; i criteri del “più probabile che non” e della “probabilità prevalente” attengono soltanto alla valutazione della prova, senza determinare alcuna inversione dell’onere probatorio né la creazione di presunzioni di origine pretoria.