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Cessazione e IndennitàCassazione Civile, Sezione Lavoro, Ordinanza, 27 aprile 2026, n. 11223

Recesso dell’agente: non vi è l’obbligo di motivazione immediata

Il principio della necessità della contestazione immediata, sia pure sommaria, delle ragioni poste a base del recesso per giusta causa, con la conseguente preclusione di dedurre successivamente fatti diversi da quelli contestati, opera sia per il rapporto di lavoro subordinato che per quello di agenzia - data l'analogia dei due rapporti - ma in relazione solo al recesso del preponente, mentre il recesso per giusta causa (con conseguente diritto all'indennità di mancato preavviso) del lavoratore o dell'agente non è condizionato ad alcuna formalità di comunicazione delle relative ragioni, sicché, a tal fine, può tenersi conto anche di comportamenti (del datore di lavoro o del preponente) ulteriori rispetto a quelli lamentati nell'atto di recesso del lavoratore o dell'agente.


Contratto di agenziaCassazione, Sezione Lavoro, sentenza, 20 gennaio 2026, n. 1253

Agenzia e procacciamento di affari - differenze

La esclusione del carattere della stabilità fa venire meno qualunque possibilità di configurare il contratto concluso fra le parti in termini di agenzia in senso tecnico-giuridico; caratteri distintivi del contratto di agenzia sono proprio l'obbligo dell'agente di svolgere attività continuativa e stabile per promuovere, nell'ambito di una determinata sfera territoriale, la conclusione di contratti per conto del preponente, realizzando in tal modo con quest'ultimo una collaborazione professionale autonoma non episodica, con risultato a proprio rischio, e con l'obbligo naturale di osservare, oltre alle norme di correttezza e di lealtà, le istruzioni ricevute dal preponente medesimo; il procacciamento di affari, invece, consiste nella più limitata attività di chi, solo di propria iniziativa, senza vincolo di stabilità ed in via del tutto episodica, raccoglie occasionalmente le ordinazioni dei clienti, trasmettendole all'imprenditore da cui ha ricevuto l'incarico di procurare tali commissioni.


Contratto di agenziaCorte di Cassazione, Sezione Lavoro, ordinanza, 20 gennaio 2026, n. 1248

Contratto di agenzia – variazioni unilaterali – solo in diminuzione

Nel contratto di agenzia, non sono ammesse variazioni unilaterali da parte della società preponente che comportino l'aumento del lavoro richiesto all’agente.

La società preponente, pertanto, può prevedere unilateralmente solo riduzioni meramente quantitative dell'estensione territoriale dell'incarico agenziale, del numero e del portafoglio clienti, dei prodotti da promuovere e della misura delle provvigioni, altrimenti si finirebbe per introdurre una disciplina permissiva delle variazioni unilaterali in aumento in mancanza di qualsiasi regolamento negoziale.


ProvvigioniCassazione, Sezione Lavoro, sentenza, 20 gennaio 2026, n. 1251

Agenzia – onere della prova

In tema di contratto di agenzia, l'onere della prova dei fatti costitutivi del diritto alla provvigione, gravante sull'agente, non può ritenersi soddisfatto per la sola circostanza che il preponente non abbia adempiuto agli obblighi informativi su di lui incombenti in forza dell'art. 1749 c.c., essendo questi ultimi pur sempre preordinati a consentire all'agente di assolvere al suddetto onere, anche, se del caso, in sede giudiziale, attraverso un ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c..


Contratto di agenziaCorte di Cassazione, Sezione Lavoro, ordinanza, 20 gennaio 2026, n. 1226

Contratto di agenzia – risarcimento dei danni per insoluto del cliente - esclusione

Il patto che pone il rischio dell'insoluto del cliente a carico dell'agente è nullo perché in frode alla legge, anche nel caso in cui sia pattuito in favore dell’Agente un compenso superiore.

La Cassazione ha ricordato che la legge vieta esplicitamente gli accordi che prevedono una responsabilità generalizzata dell'agente per le obbligazioni assunte dai clienti, in quanto l'agente deve essere responsabile per il proprio operato ma non per l'inadempimento dei terzi.