
Prassi
Whistleblowing, Confindustria aggiorna le regole: ecco cosa cambia per le imprese
La nuova Guida Operativa di maggio 2026 va oltre la compliance: il segnalante diventa uno strumento di prevenzione del rischio

Foto di Kristina Flour su Unsplash
A seguito della pubblicazione delle nuove Linee Guida ANAC sul canale interno di segnalazione whistleblowing, Confindustria ha aggiornato la propria Guida operativa dell'ottobre 2023, al fine di recepire i chiarimenti dell'Autorità. Il nuovo testo non modifica l'impianto normativo del D.Lgs. 24/2023, ma ne rafforza sensibilmente la lettura, superando l'approccio prevalentemente procedurale che aveva caratterizzato la prima fase di recepimento della disciplina.
La nuova guida appare orientata a valorizzare il whistleblowing nell'ambito dei sistemi di controllo interno, con un'attenzione molto più marcata ai profili di governance, ai gruppi societari, alla gestione dei conflitti di interesse, alla protezione dei dati personali e all'integrazione con il Modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001.
In altre parole: il canale di segnalazione non è più solo uno strumento di tutela del segnalante, ma può diventare una fonte di informazioni utile a individuare anomalie, carenze nei controlli o comportamenti che potrebbero esporre l'ente a rischi significativi sotto il profilo organizzativo, reputazionale e, nei casi più gravi, alla responsabilità amministrativa prevista dal D.Lgs. 231/2001.
In altre parole: il canale di segnalazione non è più solo uno strumento di tutela del segnalante, ma può diventare una fonte di informazioni utile a individuare anomalie, carenze nei controlli o comportamenti che potrebbero esporre l'ente a rischi significativi sotto il profilo organizzativo, reputazionale e, nei casi più gravi, alla responsabilità amministrativa prevista dal D.Lgs. 231/2001.
citando i canali di segnalazione adottati, i divieti di ritorsione applicabili, i doveri di riservatezza nella gestione delle segnalazioni e le sanzioni disciplinari applicabili in caso di violazioni. Rispetto alla versione precedente, focalizzata sulla corretta istituzione del canale e sulle procedure formali, la guida 2026 introduce un approccio più maturo su tre fronti principali:
Il coordinamento con il Modello 231 diventa centrale. Confindustria suggerisce di intervenire sul Modello, espli Il ruolo del gestore viene ridefinito . Le recenti Linee Guida ANAC hanno posto al centro del dibattito il ruolo del gestore, richiamando la necessità di garantirne autonomia, indipendenza e assenza di conflitti di interesse. La guida sposta poi l'attenzione sul rapporto del gestore con gli altri attori: OdV, funzioni compliance, internal audit, responsabili di funzione ed eventuali consulenti esterni. La qualità dell'istruttoria diventa un fattore di tutela per l'ente . La presenza di procedure formalmente corrette non è sufficiente se l'organizzazione non è in grado di dimostrare come abbia gestito le informazioni ricevute, quali verifiche siano state effettuate e quali decisioni siano state assunte.
Le imprese devono verificare la conformità delle policy di whistleblowing vigenti, valutare l'adeguatezza dei canali interni, assicurare il coordinamento con Modello 231, privacy e sistema disciplinare, e garantire la formazione del personale coinvolto nella gestione delle segnalazioni.
L'obbligo di istituire un canale interno di segnalazione si applica ai soggetti del settore privato che abbiano impiegato nell'ultimo anno una media di almeno 50 lavoratori subordinati. Un'impresa con meno dipendenti che non abbia adottato il Modello Organizzativo 231 e non operi nei settori regolati dagli atti UE (servizi finanziari, prevenzione del riciclaggio, sicurezza dei trasporti) non rientra nel perimetro applicativo.

