Vai al contenuto principale
Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 15 luglio 2025, n. 19435

Cessione del credito – obbligo di informazione – segnalazione di inesistenza del credito ceduto

Il debitore ceduto, reso edotto della cessione del credito, non è tenuto al risarcimento dei danni subiti dal cessionario per la mancata segnalazione dell'inesistenza del credito ceduto, non configurandosi un obbligo di informazione che aggravi la sua posizione, né una violazione del principio di correttezza e buona fede.


Real EstateCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 14 luglio 2025, n. 19334

Contratto preliminare di bene immobile – requisiti per la validità – non necessaria l’indicazione completa di tutti gli elementi del futuro contratto

Nel contratto preliminare di vendita di bene immobile, l'indicazione del bene può essere anche incompleta e mancare dei dati catastali e degli altri elementi distintivi del bene, purché il bene sia determinato o determinabile, anche per relationem. Ai fini della validità del preliminare non è necessaria l'indicazione completa di tutti gli elementi del futuro contratto, ma è sufficiente l'accordo delle parti sugli elementi essenziali.


Diritto fallimentareTribunale di Locri, Sentenza, 12 luglio 2025, n. 14/2025, Est. Cardona

Concordato minore – Professionista sovraindebitato – Requisiti dimensionali ex art. 77 CCII –“Cram down” fiscale e previdenziale ex art. 80, comma 3, CCII

Il professionista sovraindebitato, in quanto soggetto non imprenditore, può accedere al concordato minore senza essere assoggettato ai requisiti dimensionali previsti dall’art. 77 CCII, potendo proporre un piano in continuità fondato sui redditi futuri derivanti dall’attività professionale. Nella valutazione di fattibilità del piano, deve essere garantito al debitore e al suo nucleo familiare un sostentamento minimo vitale, quale espressione del diritto ad una vita dignitosa. È ammissibile l’omologazione del concordato minore nonostante il dissenso dell’amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali, qualora la proposta risulti più conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria, ai sensi dell’art. 80, comma 3, CCII.


Diritto assicurativoCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 7 luglio 2025, n. 18399

Circolazione stradale – accertamento della dinamica del sinistro (con costituzione in giudizio della Compagnia assicurativa)

L'accertamento della dinamica del sinistro non è discutibile in sede di legittimità, per cui ogni ulteriore contestazione sul punto si risolve nel tentativo di sollecitare un diverso e non consentito esame del merito, dal momento che lo stabilire quale sia stata la dinamica di un sinistro stradale; il valutare se alcuno dei conducenti abbia vinto la presunzione posta a suo carico dall'art. 2054, secondo comma, c.c. e il graduare le colpe dei corresponsabili sono altrettanti accertamenti di fatto riservati al giudice di merito.


Responsabilità civileCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 7 luglio 2025, n. 18405

Difformità e vizi dell’opera – rovina e difetti di cose immobili – qualificazione della responsabilità (responsabilità professionale)

La disciplina prevista dall'art. 1669 c.c., relativa alla rovina e difetti di cose immobili, ha natura extracontrattuale e può essere fatta valere dal committente nei confronti di chiunque abbia contribuito alla realizzazione dell'opera, inclusi progettista e direttore dei lavori. Tuttavia, tale responsabilità si configura come responsabilità professionale, regolata dalle norme del contratto d'opera professionale e non dal codice civile in materia di appalto.


Diritto fallimentareCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 3 luglio 2025, n. 18020

Domanda di ammissione al passivo del credito vantato dal professionista per il compenso maturato – requisiti a corredo della domanda; giudizio di verifica da parte del curatore del fallimento

Nel giudizio di verifica conseguente alla domanda di ammissione al passivo del credito vantato dal professionista per il compenso maturato, il curatore del fallimento della società committente può sollevare l'eccezione d'inadempimento della prestazione professionale, contestando la non corretta o incompleta esecuzione della stessa. Il diritto del professionista al compenso richiede che la prestazione sia eseguita con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico e tutte le circostanze del caso. La gravità dell'inadempimento non deve necessariamente essere tale da giustificare la risoluzione del contratto, ma deve comunque permettere il legittimo rifiuto del pagamento del compenso in caso di adempimento solo inesatto.


Diritto condominialeTribunale Monza, Sez. II, Sentenza, 1 luglio 2025, n. 1355

Condominio – Assemblea dei condomini e deliberazioni –ripartizione delle spese straordinarie

In materia condominiale, le delibere relative alla ripartizione delle spese straordinarie che violano i criteri stabiliti dalla legge o dal regolamento sono da considerarsi annullabili e non nulle, pertanto vanno impugnate entro il termine di decadenza previsto dall'art. 1137 c.c.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 30 giugno 2025, n. 17532

Interpretazione contratto – ricostruzione della volontà contrattuale

Nella ricostruzione della volontà contrattuale delle parti, il giudice di merito deve tenere conto del testo complessivo degli atti, compresi gli allegati quali le planimetrie. La coerenza tra i dati risultanti da un contratto avente ad oggetto beni immobili e la richiamata planimetria costituisce questione di fatto, la cui soluzione è sindacabile in sede di legittimità sotto i profili del rispetto dei criteri legali di interpretazione e del difetto di motivazione.


Diritto assicurativoCassazione Civile., Sez. III, Ordinanza, 26 giugno 2025, n. 17179

Assicurazione della responsabilità civile, Liquidazione e valutazione dei danni – c.d. “thin skull rule”

In tema di responsabilità civile, la condotta lesiva può costituire anche solo una concausa dell'evento dannoso. Il danneggiante è responsabile per tutte le conseguenze del proprio comportamento, anche se aggravate da condizioni preesistenti del danneggiato (cd. "thin skull rule"). È necessario un compiuto accertamento del nesso causale secondo la regola del "più probabile che non" riferita allo specifico caso esaminato.


Diritto condominialeCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 26 giugno 2025, n. 17237

Innovazioni e modificazioni – eventuale violazione al regolamento condominiale pattizio

In caso di deduzione che le modifiche apportate da una parte abbiano violato il regolamento condominiale pattizio, il giudice di appello deve esaminare specificamente tale profilo senza poterlo rigettare implicitamente. L'omessa pronuncia su alcuni motivi di appello costituisce vizio quando non viene deliberato su autonomi capi della domanda.


Responsabilità civileCassazione Civile, Sez. III, Sentenza, 26 giugno 2025, n. 17264

Domanda giudiziale di risarcimento di forma specifica e per equivalente

In caso di domanda di risarcimento in forma specifica, è implicitamente inclusa anche la domanda di risarcimento per equivalente, costituendo quest'ultima un minus rispetto alla prima. Pertanto, il giudice del merito può disporre il risarcimento per equivalente d'ufficio, senza violare il principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato.


Real EstateCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 25 giugno 2025, n. 17028

Vizi e difetti dell’immobile acquistato – conoscenza del progetto da parte dell’acquirente

I vizi e difetti dell'immobile acquistato dall'acquirente da venditore-costruttore sono da considerarsi anche come difetto di costruzione ex art. 1669 c.c. quando incidono sulla funzionalità e sul normale godimento dell'immobile. Non solo i lavori di edificazione devono essere eseguiti a regola d'arte, ma anche la loro progettazione deve essere adeguata. La conoscenza del progetto da parte dell'acquirente non implica la conoscenza e accettazione dei vizi e difetti che risultano dalla messa in opera del bene.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. II, Sentenza, 25 giugno 2025, n. 17033

Quietanza liberatoria “a saldo” rilasciata dal creditore – valenza ed interpretazione della stessa

La quietanza liberatoria rilasciata "a saldo" non implica automaticamente la rinuncia a ulteriori pretese del creditore: essa costituisce, di regola, una dichiarazione di scienza priva di efficacia negoziale, salvo che la stessa non contenga elementi chiari ed inequivocabili di una volontà abdicativa o transattiva.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 25 giugno 2025, n. 17149

Collegamento negoziale ed interpretazione della volontà delle parti – requisiti per censura in sede di legittimità

In tema di collegamento negoziale, l'accertamento della volontà delle parti relativa al contenuto del negozio contrattuale costituisce una indagine di fatto, affidata al giudice di merito. Tale accertamento è censurabile in sede di legittimità solo in presenza di motivazione inadeguata ovvero di violazione dei canoni legali di interpretazione contrattuale di cui agli artt. 1362 ss. c.c..


Diritto condominialeTribunale di Napoli, Sentenza 23 giugno 2025, n. 6290

Il general contractor (art. 204 d.lgs. n. 36 del 2023) non esautora l’assemblea condominiale

Sono nulle le deliberazioni di assemblea condominiale che avevano approvato l’esecuzione di un intervento di manutenzione straordinaria dell’edificio (“lavori trainanti”) favorito fiscalmente dal c.d. bonus facciate, rimettendo al general contractor (contraente generale, per gestire i rapporti con le imprese esecutrici e i tecnici abilitati) ed all’amministratore la determinazione dei lavori a farsi. Il Tribunale sottolinea che “l’assemblea prima di fare eseguire e valutare uno studio di fattibilità dei lavori aveva stabilito di approvare l’offerta del General contractor, con la quale si prevedeva la sottoscrizione di un contratto di appalto integrato relativo, oltre che alla progettazione dei lavori, altresì alla loro esecuzione, ottenendo i necessari provvedimenti abilitativi”, e dunque “aveva già assunto l’impegno ad eseguire i lavori senza tuttavia conoscerne il contenuto e la fattibilità ai fini dell’accesso ai benefici fiscali statali”. Il Tribunale ricorda, infatti, come occorra sempre l'autorizzazione dell'assemblea (o, comunque, l'approvazione mediante sua successiva ratifica), ai sensi dell'art. 1135, comma 1, n. 4, c.c., e con la maggioranza prescritta dall'art. 1136, comma 4, c.c., per l'approvazione di un appalto relativo a riparazioni straordinarie dell'edificio condominiale.


Diritto fallimentareCassazione Civile, Sez. I, Sentenza, 21 giugno 2025, n. 16628

Opposizione allo stato passivo fallimentare – onere di produzione documentale sul ricorrente e decadenza

Nel giudizio di opposizione allo stato passivo fallimentare, il ricorrente deve produrre i documenti di cui intende avvalersi nel termine stabilito, a pena di decadenza, dall'art. 99, comma 2, n. 4, L.Fall. La loro inosservanza è rilevabile d'ufficio, inerendo a materia sottratta alla disponibilità delle parti e non può essere sanata tramite la concessione di un termine ulteriore per la produzione di documenti nuovi.


Real EstateCassazione Civile, Sez. V, Ordinanza, 21 giugno 2025, n. 16643

Agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa -valutazione della corretta dichiarazione catastale

La correttezza della dichiarazione catastale ai fini dell'applicazione delle agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa deve essere valutata alla luce della situazione catastale esistente al momento del rogito. Eventuali riclassificazioni postume dell'immobile non possono inficiare la legittimità della dichiarazione resa dal contribuente basata sulla situazione vigente in quel momento.


Diritto bancarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 21 giugno 2025, n. 16630

Giudizio e di opposizione allo stato passivo – eccezioni sull’indeterminatezza e nullità delle pattuizioni degli interessi

Qualora, nel giudizio di opposizione allo stato passivo, siano state sollevate eccezioni riguardanti la indeterminatezza e nullità delle pattuizioni degli interessi per violazione degli artt. 1284, 1325, 1346 e 1418 c.c., il giudice di merito è tenuto a pronunciarsi su tali eccezioni. La mancata pronuncia comporta la cassazione del decreto impugnato.


Diritto condominialeCassazione Civile, Sez. II, Ordinanza, 18 giugno 2025, n. 16435

Spese della comunione e del condominio – responsabilità per danni da cose in custodia (danni derivanti dalla precedente cattiva gestione delle parti comuni)

L'acquirente di una unità immobiliare condominiale non è gravato degli obblighi risarcitori derivanti da fatti dannosi verificatisi prima del suo acquisto. I danni derivanti dalla cattiva gestione delle parti comuni devono essere risarciti dal proprietario dell'unità immobiliare al momento del verificarsi dell'evento dannoso.


Responsabilità civileCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 18 giugno 2025, n. 16381

Risarcimento del danno – onere della prova sul danneggiato (danno evento e danno conseguenza)

In un giudizio di risarcimento del danno, è onere del danneggiato fornire la prova del danno concreto subito e dell'interesse al ripristino dello stato dei luoghi. Il danno evento non comporta automaticamente la risarcibilità se il danno conseguenza non è sufficientemente provato.


Diritto assicurativoCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 17 giugno 2025, n. 16213

R.C.A. – indennizzo del terzo danneggiato da parte dell’assicuratore e diritto al rimborso nei confronti dell’assicuratore dell’esclusivo responsabile

L'assicuratore della responsabilità civile automobilistica che, per errore inescusabile, indennizzi il terzo danneggiato senza esservi tenuto, può esigere il rimborso di quanto pagato nei confronti dell'assicuratore dell'esclusivo responsabile, ai sensi dell'art. 2036, comma terzo, c.c.


Obbligazioni e contrattiCassazione Civile, Sez. II, Sentenza, 13 giugno 2025, n. 15828

Risoluzione del contratto per inadempimento – modalità di proposizione della relativa domanda in giudizio

La domanda di risoluzione del contratto per inadempimento può essere proposta in via riconvenzionale anche se originariamente la parte aveva chiesto l'esecuzione specifica del contratto, in conformità con quanto previsto dall'art. 1453, comma 2, c.c.


Diritto bancarioCassazione Civile, Sez. I, Ordinanza, 12 giugno 2025, n. 15684

Conto corrente bancaria con apertura di credito – requisiti per criterio di imputazione del pagamento degli interessi ex art. 1194 comma 2 c.p.c

Nei contratti di conto corrente bancario cui acceda un'apertura di credito, il meccanismo di imputazione del pagamento agli interessi, di cui all'art. 1194, comma 2, cod. civ., trova applicazione solo ove sia configurabile un pagamento in senso tecnico-giuridico, ovvero in presenza di un versamento avente funzione solutoria in quanto eseguito su un conto corrente avente un saldo passivo che ecceda i limiti dell'affidamento; ne consegue che non può mai configurarsi un'imputazione ad interessi ex art. 1194, comma 2, cod. civ., non essendo questi immediatamente esigibili, ove l'annotazione di tali interessi avvenga su un conto che presenti un passivo rientrante nei limiti dell'affidamento e neppure la stessa annotazione determini il superamento di tale limite, avendo la successiva rimessa una mera funzione ripristinatoria della provvista.


Diritto assicurativoCassazione Civile, Sez. III, Ordinanza, 10 giugno 2025, n. 15447

Assicurazione della responsabilità civile: clausola “claims made” e sunset clause – Valutazione di validità della clausola

Nell'assicurazione della responsabilità civile, la clausola "claims made" che garantisce la copertura per i danni il cui risarcimento sia richiesto durante il periodo di validità della polizza e per i quali l'assicurato faccia richiesta all'assicuratore, non è nulla solo per la mancata previsione di una ultrattività della copertura (sunset clause). La validità della clausola deve essere valutata in base alla causa concreta del contratto, tenendo conto degli interessi perseguiti dalle parti.