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Cogestione tedesca: il consiglio di fabbrica deve essere sentito prima di ogni licenziamento

La cogestione tedesca comporta che il consiglio di fabbrica (CdF) deve essere sentito prima di ogni licenziamento. Non può bloccare il licenziamento, ma errori formali rendono il licenziamento stesso illecito e comportano la reintegrazione. Inoltre, nel processo istaurato dal lavoratore, il datore non può aggiungere nuovi fatti (fatte salve eccezioni) che non siano anche state nominate nei confronti del CdF durante l’audizione, creando così il fenomeno chiamato “determinazione soggettiva” del datore di lavoro: il datore può motivare nei confronti del CdF il licenziamento come vuole, ma su quella linea rimane poi bloccato in caso di processo. Ciò comporta che, ovviamente, ii datori tendono ad essere molto precisi nella motivazione del licenziamento nei confronti del CdF – con una eccezione, ed è il licenziamento in prova. Perché la determinazione soggettiva fa riferimento alla legge materiale, ed in periodo prova non devo fornire una motivazione, basta la dicitura che il lavoratore non soddisfa le aspettative. Se però il datore nei confronti del CdF comincia ad entrare nel merito del “perché” non soddisfa le aspettative, la stessa determinazione soggettiva comporta che d’un tratto deve difendersi nel merito, come se fosse un licenziamento normale, perdendo il vantaggio processuale.

