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Licenziamento disciplinare e social network: giusta causa per frasi offensive reiterate che travalicano il diritto di critica e ledono in modo definitivo il vincolo fiduciario
Cassazione Civile, Sezione Lavoro, ordinanza, 14 maggio 2026, n. 14165
In materia di licenziamento disciplinare, la pubblicazione sui social network di frasi offensive e denigratorie contro il datore di lavoro può costituire giusta causa di recesso quando il comportamento, valutato nel suo complesso, oltrepassa i limiti del legittimo diritto di critica - ossia i requisiti di verità, continenza e pertinenza - ed è tale da compromettere il vincolo fiduciario, soprattutto se le condotte sono reiterate, se i contenuti non vengono rimossi nonostante gli ordini dell'autorità o del datore, e se il lavoratore è già gravato da precedenti disciplinari. In queste circostanze, il licenziamento risulta una sanzione proporzionata.